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  Degustazioni rivista Gola Gioconda


 
   
  Verticale del Vino “OPUS ONE” effettuata il 07.11.2005 in Milano presso il Ristorante Marino alla Scala  
     
 

DIECI ANNI DI OPUS ONE
dal 1993 al 2002

                                                          

                                                    OPUS ONE
                                                                      P.O. Box 6
                                                                      7900 St. Helena Highway
                                                                      Oakville, California 94562 USA
                                                                      Tel. 707.948.2418

di Paolo Baracchino

Si è trattato di una verticale organizzata, come di consueto, in modo perfetto, dalla Signora Ursula Thurner, P.R. di Firenze.
Opus One si trova a circa 100 chilometri a Nord di San Francisco, nel centro della Napa Valley. L’azienda ha circa 42 ettari vitati, coltivati a Cabernet Sauvignon per 34,80 ha, a Merlot per 2,80 ha, a Cabernet Franc per 2,00 ha, a Malbec per 1,20 ha ed a Petit Verdot per 0,80 ha. La vinificazione avviene in tino per 21/28 giorni circa, mentre la maturazione avviene in barriques francese con legno nuovo quasi al 100% e l’affinamento in bottiglia dura per ulteriori 18 mesi. La produzione attuale è di circa 300.000 bottiglie.
Nel 1978 nasce la Jioint venture tra Robert Mondavi ed il Barone Philippe de Rothchild e la prima vendemmia è quella del 1979. Negli anni successivi vengono acquistati vari vigneti. L’area vitata è divisa in tre vigneti principali: la vigna “Block Q”, la River Parcel e la Ballestra. La densità per ettaro è di circa 6.000 ceppi.
L’Opus One nel corso degli anni ha dimostrato di essere il simbolo dell’armonia e dell’equilibrio tra vecchio e nuovo mondo.
Come sappiamo nel 2004 la Constellation Brands Inc. ha acquistato da Robert Mondavi Corporation il 50% della proprietà di Opus One.
Con il passaggio di proprietà ci sono stati dei rivoluzionamenti sia per quanto riguarda il menagement che per quanto riguarda la persona dell’enologo. Lo Chief Executive Officer è il Sig. David Pearson mentre l’enologo è il Sig. Michael Silacci.
La verticale ha riguardato le annate dal 1993 al 2002. Analizzando le singole annate si ha realmente l’impressione di essere di fronte ad un vino non tipico della Napa Valley. Normalmente i vini della Napa Valley sono corposi, con netti sentori di confettura di more quasi troppo marmellatosi, stucchevoli, vini che si bevono con piacevolezza un po’ limitata, in quanto “saziano”. L’Opus One è un vino atipico, rispetto alla zona di produzione con corpo non eccessivo, ma giustamente e piacevolmente presente.
L’annata 1999, ha al contrario delle altre annate degustate, un corpo potente, muscoloso ed un profumo intenso prevalente di confettura di more, ma non stucchevole, tutte caratteristiche tipiche, in generale, dei vini della Napa Valley.
Le annate più singolari sono state il 1997 ed il 2001 che si assomigliano molto sia olfattivamente che gustativamente. All’olfatto colpisce la ciliegia, una ciliegia rossa con sfumature bianche oltre ad altri profumi che sono presenti in entrambe le annate. Al gusto il corpo è medio, non eccessivo, ma giustamente e piacevolmente presente.
Il tannino è setoso, largo, elegante e rotondo. Siamo di fronte a due vini seducenti e di grande classe.
La cosa sorprendente è il corpo di questo vino, purtroppo oggigiorno siamo portati a pensare che un grande vino debba avere un grande corpo, questo non è vero e l’Opus One ne è la dimostrazione. Ultimamente ho degustato lo Château Margaux 2004, sorprendente per il suo corpo medio leggero e per la sua lunga persistenza.

Annata 1993
Si presenta con un bel rosso granato.
Il palcoscenico olfattivo è assai vario, con note di cuoio, di menta intensa, di confettura di ciliegie e lievi sbuffi di confettura di more, di cioccolata amara (cioccolatini after eight) e di smalto di vernice. Seguono delle note di radice di rabarbaro, di cannella e di liquirizia.
Nonostante che i profumi siano vari, non tutti appaiono franchi cioe' pulitissimi.
Al gusto si percepisce nettamente una bella confettura di more e di ribes e una piacevole dolcezza e morbidezza.
La freschezza domina l’alcol, entrambi si accompagnano ad un tannino dolce, abbastanza largo, inizialmente setoso, per poi diventare un po’ secco e centrale nel finale.
Il corpo è medio leggero. Buono è il suo equilibrio e lunga è la sua persistenza aromatica intensa.
GIUDIZIO: Vino piacevole, un po’ penalizzato all’olfatto da un po’ di riduzione, anche se però la varietà dei profumi è presente. Il tannino nel finale diventa un po’ asciutto e secco.
                                                                                    85 – 89

Annata 1994
Veste color rosso granato.
L’esame olfattivo evidenzia sentori di polvere di cacao, di confettura di ciliegia, di cuoio, di salsedine, di iodio, di caramella di rabarbaro, di confettura di mora, (che con la sosta del vino nel bicchiere, si sente sempre di più), di confettura di cassis e di menta. Il profumo di cuoio lascia percepire dei sentori lievemente amarognoli.
All’ingresso in bocca si ha una piacevole esplosione di frutta (confettura di ciliegia e di mora). Alcol e freschezza sono in perfetto equilibrio tra loro, non eccede l’alcol, come pure la freschezza, mentre il tannino è dolce, vellutato e non troppo largo. Il corpo è medio leggero. Abbastanza persistente. Nel finale si percepisce un po’ di amarognolo.
GIUDIZIO: Vino nell’insieme abbastanza piacevole anche se è disturbato sia all’olfatto che al gusto da note un po’ amarognole.
Dei vini degustati questo è stato il meno piacevole, anche se e' ugualmente un vino degno di attenzione.
                       

                                                                                      80-84

Annata 1995
Bel rosso rubino centrale con largo bordo granato.
Nel ventaglio olfattivo emergono in modo evidente delle piacevoli note di menta, accompagnate da note di cuoio, di ciliegia (non di confettura) di noce moscata, di confettura di more, di liquirizia e di amido. Il legno non si è perfettamente fuso al vino.
Il gusto rimane piacevolmente accarezzato da una bella esplosione di frutta.
L’alcol e la freschezza sono ben presenti entrambi, ma la freschezza ha per fortuna il sopravvento, dando al vino, grazie anche ad un tannino dolce, vellutato ed abbastanza largo, un buon equilibrio.
Il corpo anche in questa annata è medio leggero, giustamente e piacevolmente presente.
I polialcoli rendono il vino dotato di una dosata morbidezza. Lunga è la sua persistenza aromatica intensa. Lungo retrogusto di cassis.
GIUDIZIO: vino piacevole sia olfattivamente che al gusto, anche se la presenza del legno un po’ si percepisce nonostante che il vino abbia 10 anni.
                                                                                                                    90-94

Annata 1996
Colore luminoso dai riflessi granato chiaro.
L’impianto olfattivo è ampio. Possiede un ventaglio olfattivo che va da intense note di cuoio, di confetture di ciliegia, di caramella di rabarbaro note di menta, di amido di riso, di noce moscata, note terziarie evolute di gibier, inchiostro di china e interiori di lepre.
Vivo e complesso in bocca, è di carattere, con alcol inizialmente accompagnato da una spalla acida in egual quantità. Il tannino è dolce, vellutato e abbastanza largo per poi diventare un po’ asciutto nel finale. Vino non troppo equilibrato, ma con una piacevole sapidità e mineralità.
GIUDIZIO: Profumi evoluti più delle altre precedenti annate degustate. Al gusto l’alcol nel finale fa un po’ capolino.
                                                                                      85–89

Annata 1997
Fa mostra di se con uno spavaldo colore rosso granato limpido.
Il naso è giocato sull’eleganza, fruttato con confettura di ciliegia, polvere di cacao, cuoio, amido di riso, menta, caramella di rabarbaro, cassis e nel finale confettura di mora, ma ben dosata.
Bocca di grande impatto e di grande eleganza. Il corpo è medio leggero ma ben presente, vino morbido, di buona freschezza che riesce a dominare l’alcol. Il tannino è dolce, setoso, largo, rotondo ed elegante.
Lunga è la persistenza aromatica intensa.
GIUDIZIO: vino sensuale, ammaliante che dimostra che il corpo non è tutto e che non è sinonimo di longevità e piacevolezza.
Siamo di fronte ad un vino che se degustato alla cieca sarebbe difficile identificarlo come proveniente dalla Napa Valley.
                                                                                                                    90-94

Annata 1998
Bel rosso granato.
Al naso si evidenziano fin dall’inizio note di confettura di ciliegia, di bellissimo cuoio, di cioccolata al latte, di amido, di menta, di confettura di more, di pepe nero, di noce moscata e di chiodi di garofano.
Al gusto l’alcol e la freschezza giocano all’altalena facendo capolino prima l’uno e poi l’altra, mostrando il non perfetto equilibrio tra loro. Il tannino è dolce, vellutato ed abbastanza largo. Buona morbidezza e persistenza aromatica intensa. Retrogusto di confettura di more e di cassis.
GIUDIZIO: all’olfatto si sente un po’ la presenza del legno non ancora perfettamente integrato. Al gusto si ha una bella e piacevole sensazione di dolcezza.
                                                                                       85-89

Annata 1999
Fa mostra di se con un ammaliante rosso rubino centrale con bordo granato.
L’impatto olfattivo è intenso di confettura di mora (non stucchevole), di cuoio, di confettura di cassis, di menta accompagnato da sbuffi di smalto di vernice. Sorprende la maturità del frutto.
Bocca di grande impatto, di struttura muscolare ben frenata, con massa polifenolica serica e monumentale. Vino equilibrato con alcol e freschezza che vanno a braccetto ad un tannino dolce, vellutato (non setoso) e largo. La polpa, integra e succosa ci accompagnerà per dei minuti. Retrogusto di confettura di mora e di cassis.
Il corpo è più strutturato rispetto a tutte le annate della verticale, ricorda l’annata 1985, più tipicamente della Napa Valley.
GIUDIZIO: bel vino che ricorda per la sua struttura certi vini toscani importanti a base di Cabernet. Il 1997 è più elegante del 1999, mentre quest’ultimo è michelangiolesco, mostra i propri muscoli, ed è anche molto fruttato.
                                                                                      90-94

Annata 2000
Bel rosso rubino con lieve bordo cipolla rosa.
Al naso emergono note di ciliegia piccola rossa con chiazze chiare, note balsamiche, di cuoio, di amido, di pepe bianco, di smalto di vernice. Fanno capolino delle note fruttate di mora e di cassis.
Al gusto mostra il suo usuale ben calibrato corpo. La buona sapidità e la finezza scoprono un tannino dolce e vellutato che compatta e un alcol che avvolge l’insieme, in equilibrio alla freschezza. Buona è la persistenza aromatica intensa.
GIUDIZIO: vino piacevole un po’ chiuso olfattivamente, con un tannino non particolarmente largo.
                                                                                                                   85-89

Annata 2001
Splendido rosso rubino con bordo cipolla chiaro.
Al naso deflagra senza inerzie, aprendosi con una stupenda ciliegia, con una intrigante sella di cuoio, accompagnati da lievi sbuffi di amido, di menta e di lieve confettura di mora.
In bocca il piacere continua, con il rilievo della stoffa pregiata, la trama dei tannini fitta e la freschezza bilanciata a regolare l’insieme.
I tannini sono setosi, morbidi ed avvolgenti.
Il corpo è come di consueto medio leggero, costantemente presente. Lunga è la persistenza aromatica intensa.
GIUDIZIO: questo vino ricorda molto il 1997, hanno molte piacevolezze in comune.
Il vino appare abbastanza chiuso sotto il profilo olfattivo, ma sicuramente nell’invecchiare sarà più generoso olfattivamente tenuto conto che questi vini da giovani sono come un’ostrica che per difendersi non mostra la perla. La commissione di degustazione ha voluto riconoscere a questo vino, anche in prospettiva futura, la migliore valutazione della verticale.
                                                                                     95/100

Annata 2002
Veste rosso rubino con riflessi porpora.
Al naso esprime la sua precoce maturità elargendo note intense di confettura di ciliegia.
Il ventaglio olfattivo prosegue con note di radice di rabarbaro, di cuoio di confettura di more (lieve) e di menta.
Al gusto alcol e freschezza sono ben presenti, ma in equilibrio tra loro e sono accompagnati da una gradevole morbidezza e da un tannino dolce e vellutato con un finale un po’ secco. Buona è la sua persistenza aromatica intensa. Retrogusto di confettura di ciliegia.
GIUDIZIO: vino sicuramente piacevole, ma dopo il 2001 è duro il confronto.
Il vino sembra un po’ troppo maturo. La frutta è già confettura e non semplicemente frutta matura. Il tannino non è particolarmente aggraziato come le annate migliori. In fin dei conti sarebbe stancante se tutte le annate fossero al top.

                                                                                                                    85-89

 
     
     
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