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  Degustazioni rivista Gola Gioconda


 
   
  Degustazione del Vino “MADONNA DEL PIANO” Brunello di Montalcino DOCG Riserva dell’Azienda VALDICAVA di Vincenzo Abruzzese effettuata il 22.07.2005 presso l’Azienda
 
     
 



di Paolo Baracchino

                                                               TENUTA VALDICAVA
                                                               di Vincenzo Abruzzese
                                                               Viticoltore in Montalcino
                                                               tel. 0577.848261
                                                               fax 0577.848008



Vincenzo Abruzzese, anno di nascita 1961, è il titolare dell’azienda dal 1980, per avere acquistato i terreni e la cantina dal nonno materno Bramante Martini, allevatore della razza chianina, importante personaggio protagonista della svolta sociale e agricola di Montalcino.
Nel 1980 sono uscite le prime bottiglie di Brunello di Vincenzo Abruzzese.
Il primo anno di produzione della Riserva Madonna del Piano risale al 1977 mentre quello del Brunello risale al 1967.
Le annate prodotte di Madonna del Piano sono le seguenti: 1977, 1985, 1988, 1990, 1993, 1995, 1996, 1997, 1998, 1999, 2001, 2003 e 2004.
Gli ettari di proprietà sono 43 di cui 20 sono vitati a Sangiovese grosso, divisi in 10 vigneti. Madonna del Piano è uno dei 10 Cru di Montalcino, ciò sta a significare che tutte le uve sono di quel vigneto, a differenza di altre aziende che hanno terreni un po’ sparsi in Montalcino.
I terreni sono argillosi, sabbiosi e galestrosi.
Madonna del Piano è ad un’altitudine di 250 mt s.l.m.
La resa per ceppo è di 500 massimo 700 grammi.
La filosofia di Vincenzo Abruzzese è quella di rispettare la tradizione, con nuova e più spaccata armonia.
Vincenzo Abruzzese crede nella vigna, “il vino si fa in vigna e non in cantina”.
Andrea Paoletti è l’agronomo, mentre Attilio Pagli è il suo enologo sin dal 1986. Si tratta di due personaggi del mondo del vino di poche parole, semplici, modesti, che sanno fare dei grandi vini.
Vincenzo Abruzzese nel corso del nostro incontro ha dimostrato di essere un persona legatissima alle sue radici e di credere fermamente nelle sue scelte di vita e di conduzione della sua azienda. Il suo vino rispecchia pienamente la sua personalità.
Tutte le annate degustate hanno manifestato affinità sia olfattive che gustative.
Si tratta di un vino con profumi tipici del bel sangiovese grasso, con possente corpo, ricco di alcol e di tannini ben strutturati.
E’ impensabile degustare al meglio questo vino quando è giovane, poiché ha necessità di sostare in bottiglia per qualche anno per meglio potersi esprimere nel bicchiere del suo fortunato degustatore.
Le bottiglie annue prodotte, di questa riserva, vanno da 6.000 a 15.000 mentre le magnum vanno da 600 a 1.200.

Annata 1988
Alla vista si presenta di colore rosso granato con riflessi aranciati.
Al naso si evidenziano piacevoli sentori di conferttura di ciliegia e di frutti sottobosco, di pelle, di tabacco (L.R.) e di erbe mediche.
In bocca la componente alcolica sovrasta quella acida. Il tannino è dolce, vellutato ed abbastanza largo. Corpo medio. Buona è la sua persistenza aromatica intensa.
Giudizio: vino penalizzato da una componente alcolica, un po’ in evidenza, che sovrasta quella acida rendendo il vino poco equilibrato, nonostante la presenza di un discreto corpo. Interessante sotto il profilo olfattivo.
                                                                                                                

Valutazione della commissione                                                      85 – 89


Annata 1990
Bel rosso granato pieno.
Profumi ampi ed eleganti che aprono con note animali di pelle, di smalto di vernice e di menta, per proseguire poi con piacevoli note di prugna secca, di pepe nero, di gibier, di caffè freddo, di fungo porcino secco, di humus, di sottobosco e di liquirizia.
In bocca è potente ma equilibrato, con giusta dose di alcol e di freschezza che ben si armonizzano con i polialcoli e con un tannino dolce, fine, rotondo e largo.
Sorprendente è la mineralità che si percepisce immediatamente.
Persistente con finale con evidenti note di menta e di selvaggina.
Giudizio: vino molto importante che ha bisogno, come tutti i vini di quest’azienda, di ossigenarsi bene nel bicchiere per poter essere apprezzato appieno. Quest’annata è la migliore di quelle degustate, anche se il 1999 è di grande importanza.
                                                                                    

Valutazione della commissione                                                      90 – 94



Annata 1993
Il colore è rosso granato.
Naso di notevole impatto olfattivo con note terziarie animali di pelliccia, di gibier e di smalto di vernice. Si percepiscono poi piacevoli sbuffi di caffè freddo, di liquirizia, di alloro (L.R.) di prugna secca, di fieno secco e di clorofilla.
In bocca la componente alcolica come pure la componente acida è ben presente anche se la prima fa capolino alternando un po’ l’equilibrio gustativo. Il tannino è dolce e vellutato ed abbastanza largo.
Corpo medio. Buona la sua persistenza aromatica intensa (20 secondi).
Giudizio: vino interessante e soddisfacente sotto il profilo olfattivo, mentre sotto il profilo gustativo viene un po’ penalizzato dall’alcol, talvolta si ha la sensazione di sentire del pepe nero sulla parte centrale della lingua. Nell’insieme è un bel vino.
                                                                                    

 Valutazione della commissione                                                     90 – 94


Annata 1995
Rosso granato vivacizzato da striature di color rubino.
All’esame olfattivo si presenta con note animali di pelle, di polvere da sparo, di prugna, di ciliegia, di tabacco, di jus de viande, di caffè, di inchiostro (L.R.) e di menta.
Al gusto l’ingresso è morbido, con sensazione pseudocalorica non efficacemente contrastata dalla freschezza.
Il tannino è dolce, vellutato ed abbastanza largo. Corpo medio. Buona è la sua persistenza.
Giudizio: Lascia una bella sensazione in bocca di mineralità e sapidità, peccato che l’alcol sia un po’ pungente.
                                                                                    

Valutazione della commissione                                                       85 - 89


Annata 1996
Veste rosso rubino con lieve bordo granato.
Al naso si porge chiuso, per poi dopo un po’ aprirsi con fatica ed elargire sentori animali di pelle, di polvere da sparo, di inchiostro (L.R.), di pelo bagnato, di pelliccia, di tabacco, di caramella di orzo e di pepe nero.
Al gusto evidenzia un alcol che è in egual misura della freschezza e che talvolta la supera, anche se di poco. Il tannino è dolce, vellutato ed abbastanza larga. Corpo medio. Bella sapidità e mineralità. Buona è la sua persistenza aromatica intensa. Retrogusto di prugna secca.
Giudizio: vino migliore al gusto che all’olfatto, i profumi tardano un po’ a farsi sentire, ma nell’insieme si tratta di un vino piacevole.
                                                                                   

 Valutazione della commissione                                                     85 – 89



Annata 1997
Bellissimo rosso rubino luminoso con lievissimo bordo granato.
L’esame olfattivo è caratterizzato da note animali di pelle, di selvaggina (L.R.), di polvere da sparo, di terra, di viola mammola, di cedro del libano, di tabacco trinciato, di inchiostro (L.R.) e di prugna secca.
Esplode la fruttata morbidezza, decisa, imponente e gustosa. Alcol ben presente in egual misura della freschezza, che si accompagna ad un tannino finemente strutturato, elegante, dolce, vellutato e largo quasi nella sua totalità.
Corpo di buon spessore. Lunga è la persistenza aromatica intensa.
Giudizio: siamo di fronte ad un vino con note olfattive interessanti e varie che identificano pienamente l’uvaggio sangiovese.
                                                                                    

Valutazione della commissione                                                      90 – 94



Annata 1998
Bel colore rosso rubino con lievi bagliori granati.
Al naso si evidenziano profumi animali di pelle, di liquirizia, di viola mammola, di polvere da sparo accompagnati da velati sbuffi di menta.
Al gusto sorprende piacevolmente la evidente sapidità e mineralità. L’alcol ben presente è supportato da una spalla acida di eguale misura. Il tannino è ben presnete con la sua dolcezza, vellutatezza e larghezza nella sua quasi totalità.
Vino di buona struttura con una buona persistenza aromatica intensa.
Giudizio: vino penalizzato un po’ dall’olfatto che non mostra subito una grande varietà di profumi. Al gusto denota potenza, buon corpo e un buon equilibrio.
Bel vino ma non al livello del 1997.

Valutazione della commissione                                                      90 – 94


Annata 1999
Vino dal grande impatto visivo, di colore rosso rubino intenso con trama porpora.
Al naso si porge con note di pelle, di tabacco trinciato di jus de viande, di polvere da sparo, di terra, di felce (L.R.) di pepe nero, di amido, di erbe aromatiche (L.R.) e di confettura di more e di ciliegia.
Alcol presente in giusta misura come pure la freschezza, che dona un buon equilibrio e che si accompagna ad un tannino magistralmente strutturato, elegante, dolce, setoso, rotondo e largo.
Corpo di notevole spessore. Lunga è la persistenza aromatica intensa (più 20 secondi). Retrogusto di viola mammola.
Giudizio: vino giovanissimo, interessante e piacevole che sicuramente potrà migliorare sia sotto il profilo olfattivo che sotto quello gustativo sostando ancora in bottiglia.
Le annate 1990 e 1999 sono quelle che hanno colpito più delle altre la commissione.
                                                                                    

Valutazione della commissione                                                      90 – 94

 
     
     
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