effettuata
il 15.12.2005 presso l’Azienda Castello di Bossi.
Castello di Bossi
Bossi in Chianti
Castelnuovo Berardenga (SI)
Tel. 0577.359330
Fax 0577.359048
e-mail: info@castellodibossi.it
www.castellodibossi.it
di Paolo Baracchino
Il Castello di Bossi è ubicato nella parte meridionale
del Chianti Classico nell’”Eden” chiamato
Castelnuovo Berardenga, paradiso di diverse aziende che
fanno ottimi vini. L’Azienda si estende su 650 ha
di terreno di cui ben 124 coltivati a vigneto. I principali
terreni sono il tufo, le argille gialle, le sabbie limose
ed il sasso spezzato. Le uve principali sono il Sangiovese,
il Cabernet Sauvignon ed il Merlot.
L’altitudine media dei vigneti è di circa 350
metri sul livello del mare e l’esposizione dei vigneti
ruota da sud-est a ovest.
Il Castello dell’azienda è posizionato al centro
della stessa, la prima torre fu costruita verso l’anno
1099.
Proprietari dell’azienda sono i fratelli Marco e Maurizio
Bacci, coadiuvati validamente da Jacopo, figlio di Marco.
L’enologo già da qualche anno è Alberto
Antonini, personaggio di fama mondiale che è riuscito
a trasformare, con l’importante aiuto di proprietari,
dei normali vini in vini di alto livello. Chi non conosce
Marco Bacci ha perso molto perché è una persona
singolare che ha messo una smisurata passione nel fare il
vino, prima faceva tutt’altro ed è riuscito
a trasformare l’azienda con la sua forte volontà,
portandola ai vertici della qualità del Chianti Classico,
sia con il Chianti normale che con la riserva “Berardo”.
Del Berardo consiglio le annate 1999, 2000 e 2001.
Marco e Maurizio Bacci hanno anche un’azienda a Montalcino
che produce il rosso, il brunello, il Re di Renieri (Uvaggio
bordolese) ed il magnifico Regina di Renieri, 100% Shyraz.
La terza azienda è Terre di Talamo che si trova a
Sud di Grosseto e produce tra gli altri vini un piacevole
Vermentino che si chiama “Vento”.
Non nascondo che i vini dell’azienda Castello di Bossi
sono in generale, anche se non tutti, tra i miei preferiti.
Se prendiamo ad esempio il Chianti Classico dal 1999 in
poi sentiamo nel degustarlo o più semplicemente nel
berlo, un grande, piacevole equilibrio gustativo.
Passando alla verticale del “Corbaia” devo rettificare
quanto da me scritto precedentemente e cioè che l’unica
annata con equilibrio gustativo, sia stata il 2001, perché
ho degustato con la verticale, per la prima volta, delle
annate, quali per esempio il 1985 ed il 1988 in cui ho trovato
lo stesso equilibrio gustativo.
Il 2000 ha un bel corpo ed il vino nel sostare in bottiglia
è migliorato, rispetto alla mia precedente degustazione,
l’equilibrio gustativo era un po’ carente ed
è ovviamente rimasto tale. Con il 2001, che ha meno
corpo del 2000, si è raggiunto un perfetto equilibrio
tra l’alcol e la freschezza. Fino al 1993 l’assemblaggio
era 60% di Sangiovese, 10% di Merlot e 30% di Cabernet Sauvignon,
mentre successivamente è stato 70% di Sangiovese
e 30% di Cabernet Sauvignon. Passiamo pure all’esame
della verticale.
CORBAIA 1985
Colore rosso granato con bordo e riflessi aranciati diffusi.
I profumi affiorano fitti, con un ampio ventaglio di sensazioni
dominate da piacevoli note terziarie di gibier (selvaggina
morta) ed in particolare di interiora di lepre, di foglie
morte e di prugna secca. Il ventaglio si apre poi a sentori
di fieno secco, di clorofilla, di menta e di eucalipto,
di fungo porcino secco, di anice stellato, per terminare
con delle note di carruba.
All’ingresso in bocca si percepisce un po’ di
stanchezza nel corpo, anche se il vino è abbastanza
equilibrato con una freschezza che ben si accompagna all’alcol,
tenendolo ben a distanza.
Il tannino è dolce, abbastanza grasso e largo quasi
per tutta la larghezza della bocca. Lunga è la sua
persistenza aromatica intensa.
GIUDIZIO: vino che visivamente manifesta
una certa maturità, con profumi ammalianti e piacevoli.
Gustativamente è gradevole anche se si sente dal
corpo che il vino risente un po’ della maturità
che ha.
85 – 89
CORBAIA 1988
Espresso con un bel rosso granato luminoso.
All’olfatto si presenta con un po’ di riduzione,
con il passare di qualche minuto si apre con piacevoli note
di prugna secca, di fieno secco e di clorofilla, per proseguire
con note balsamiche di menta e di eucalipto (vicks), di
buccia di arancia candita e di giuggiole mature.
All’ingresso in bocca si sente un po’ sfuggire,
il corpo non appare di notevole struttura. Si sentono delle
note minerali. Al gusto l’ingresso è morbido
con sensazione pseudo-calorica sufficientemente contrastata
dalla freschezza.
Il tannino è dolce ma non sufficientemente grasso,
infatti la secchezza ha un po’ il sopravvento. I tannini
non sono molto larghi e sufficiente è la sua persistenza.
Retrogusto di liquirizia.
GIUDIZIO: su questo vino la commissione
si è trovata profondamente divisa e lo si capisce
da quanto da me scritto rispetto al punteggio assegnato.
I tannini del 1985 sono migliori rispetto al 1988.
90 – 94
CORBAIA 1990
Alla vista si presenta di colore rosso granato con bordo
rosso aranciato.
Al naso si percepiscono piacevoli note animali di cuoio,
un po’ disturbate da una lieve pungenza di alcol,
accompagnata da note di fieno secco, di anice stellato,
di menta, di prugne secche, di clorofilla, di foglie morte,
di humus, di terra bagnata per terminare con note di carruba
e di buccia di arancia candita.
In bocca la componente alcolica, come pure la vena acida,
è ben presente anche se la prima fa capolino alterando
un po’ l’equilibrio gustativo. Si ha una altalena
di alcol e di freschezza. Il tannino è inizialmente
un po’ grasso per diventare dopo poco secco e centrale
nella gengiva superiore. Abbastanza persistente.
GIUDIZIO: Il vino ha un buon corpo, migliore
di quello del 1988, anche se nonostante ciò l’alcol
si fa un po’ sentire.
85 –89
CORBAIA 1993
Veste rosso rubino centrale con largo bordo granato.
Al naso si porge con un iniziale sentore di zabaione, al
quale subentrano sentori di liquirizia, di menta intensa,
di prugna secca, di fieno secco, di clorofilla, per terminare
con note di buccia di arancia candita.
All’impatto gustativo si rimane colpiti dalla gradevole
presenza di sapidità e di mineralità.
Al gusto evidenzia una spalla acida in sottotono rispetto
all’alcol, mentre il tannino si manifesta dolce, un
po’ secco e abbastanza largo. Il corpo è medio.
Buona è la sua persistenza aromatica intensa.
GIUDIZIO: Purtroppo quest’annata
è un po’ penalizzata dalla mancanza di equilibrio
gustativo, infatti in certi momenti la freschezza domina
l’alcol, ma subito dopo si sente l’alcol che
disturba la freschezza, si ha la sensazione che io chiamo:
“altalena di sensazioni”.
85 – 89
CORBAIA 1994
Rosso rubino intenso con bordo granato.
Al naso esprime profumi terziari, alcuni dei quali sentiti
nelle annate precedenti, quali le note animali di gibier,
di interiora di lepre, di humus, di foglie morte. I profumi
proseguono con note di menta, di cuoio, di fieno secco,
di confettura di cassis, di viola mammola per terminare
con note di tabacco.
In bocca c’è un esplosione di confettura di
cassis, di prugna secca, di fieno secco, di clorofilla e
di viola mammola.
Sapido e minerale, con alcol e freschezza non perfettamente
in equilibrio tra loro, dove l’alcol disturba un po’
la freschezza.
Il corpo tende un po’ a sparire. Il tannino è
dolce, abbastanza largo, abbastanza grasso, per poi diventare
un po’ secco nel finale. Buona è la sua persistenza
aromatica intensa.
GIUDIZIO: Interessante sotto il profilo
olfattivo e per l’impatto in bocca. Purtroppo il vino
deficita un po’ di equilibrio gustativo a causa dell’alcol
che disturba.
85 – 89
CORBAIA 1995
Veste rosso rubino con riflessi granati.
All’olfatto offre un ventaglio di profumi di cuoio,
di menta, di pepe nero e di buccia di arancia muffita (non
è una nota negativa ma è un profumo che può
dare il legno). Successivamente entra prepotentemente nella
gamma olfattiva un sentore estremamente piacevole di viola
mammola.
Il corpo è medio. Sapido e minerale. Il vino è
abbastanza equilibrato con alcol e freschezza che si altalenano
e che non sembrano avere trovato uno stato di quiete e di
accordo tra di loro. Il tannino è dolce e grasso
inizialmente per poi diventare secco nel finale. Lunga è
la sua persistenza aromatica intensa. Retrogusto di viola
mammola.
GIUDIZIO: Vino piuttosto piacevole anche
se con profumi non troppo espressi e franchi, disturbati
anche da una lieve presenza alcolica. Gradevole è
la sua sapidità e mineralità, indice di longevità.
85 – 89
CORBAIA 1996
Alla vista si presenta rosso rubino intenso con bordo cipolla
rosa.
Al naso si evidenziano piacevoli sentori di liquirizia,
di pepe nero, di cassis, di prugna secca, di fieno secco
e di clorofilla.
Si percepiscono successivamente in modo evidente note di
viola mammola accompagnata da sbuffi di menta e di caramella
dura di lampone.
In bocca la componente alcolica supera la ben presente componente
acida mentre il tannino è dolce e larghino, inizialmente
lievemente grasso, per diventare un po’ secco e bruciante
nella gengiva superiore. Piacevole sono la sapidità
e la mineralità. Retrogusto di viola mammola. Abbastanza
persistente.
GIUDIZIO: E’ il vino meno equilibrato
rispetto alle precedenti annate degustate. L’alcol
ha un po’ disturbato sia l’olfatto che il gusto.
Piacevole il retrogusto di viola mammola.
85 – 89
CORBAIA 1997
Si presenta con un bel rosso rubino intenso con trame granate.
All’esame olfattivo è un po’ chiuso con
un po’ di riduzione ma una volta aperto elargisce
intense note di menta e di cuoio, accompagnate da note di
viola, di mirtillo, di iodio, di ruggine di ferro e di ciliegia.
L’impatto gustativo è buono e sufficientemente
complesso: il vino si manifesta abbastanza equilibrato e
pieno, con tannini dolci e abbastanza larghi, anche se nel
finale diventano un po’ secchi. Acidità ancora
radiosa e viva.
Piacevoli sono la sapidità e la mineralità.
Buona è la persistenza aromatica intensa.
Retrogusto di viola mammola.
GIUDIZIO: Il vino è un po’
penalizzato all’olfatto, inizialmente aveva dei sentori
di cacchetta di pollo. Al gusto il vino è piacevole
e abbastanza equilibrato.
85 – 89
CORBAIA 1999
Vino che presenta una impressionante veste rosso rubino
intenso con bordo melanzana rosa – viola.
Potente ed elegante al naso, apre con lievissimi sentori
di tostatura del rovere, per poi proseguire con note speziate
di pepe nero e di cannella, con intensi sbuffi di menta
e di eucalipto, di viola mammola e di cioccolata. Note finali
importantissime per intensità, di ciliegia marasca
che prende il sopravvento.
L’impatto gustativo è abbastanza buono e sufficientemente
complesso: il vino dimostra di possedere una abbondanza
di alcol e di freschezza, che si alternano l’una sull’altra,
ma il dominio rimane all’alcol, nonostante che il
corpo sia ben presente. Il tannino è dolce, grasso
ed abbastanza largo.
Lunga è la persistenza aromatica intensa.
Retrogusto di viola mammola.
GIUDIZIO: Vino interessante sia olfattivamente
che gustativamente. Peccato per l’alcol che è
un po’ in abbondanza dando la sensazione di pepe sulla
lingua.
La commissione su questo vino si è divisa.
85 – 89
CORBAIA 2000
Appare di grande concentrazione cromatica, un rosso rubino
intenso, quasi nero, orlato dall’unghia cipolla rosa.
La sua impalcatura aromatica è ampia e piacevole
elegante nelle tonalità fruttate di uva fragola,
di ciliegia e di prugna, ben condite da un leggero speziato
di pepe nero, di fumè e di viola mammola.
Elegante e compatto al gusto, è avvolgente con un
bel corpo. Alcol e freschezza sono presenti in buona quantità,
si alternano l’una con l’altra, come prevalenza,
anche se alla fine l’alcol, nonostante il possente
corpo del vino, ha un po’ il sopravvento. Il tannino
è dolce e larghino inizialmente e vellutato per poi
nel finale diventare un po’ secco. Lunga è
la persistenza aromatica intensa.
GIUDIZIO: Quest’annata risente del
clima, il caldo ha concentrato di più l’uva.
Se avesse avuto un po’ meno alcol sarebbe stato allo
stesso livello del Girolamo (vino 100% Merlot della stessa
annata). Comunque quest’annata rispetto alle annate
precedenti è la migliore.
90 – 94
CORBAIA 2001
Rosso rubino intenso con unghia melanzana rosa.
Fin dall’esame olfattivo denota giovinezza e vivacità.
Apre con lievissimi sentori di tostatura del rovere, per
poi proseguire con note floreali di viola mammola, di pelle,
di menta, di eucalipto, di prugna e di ciliegia.
In bocca è praticamente perfetto nell’equilibrio,
denso e abbastanza corposo, raffinato nell’abbraccio
tannico e nell’avvolgente tenore alcolico a sostegno
dalla dosata freschezza. Il tannino è dolce, larghino,
vellutato e grasso per poi asciugarsi un po’ nel finale.
Sapido e minerale. Esplosione di prugna in bocca. Lunga
è la persistenza aromatica intensa.
GIUDIZIO: vino giovanissimo che migliorerà
olfattivamente con il passare del tempo. Finalmente un vino
ben equilibrato, in cui la freschezza domina bene l’alcol.
L’annata 2000 ha un corpo più importante del
2001 ma quest’ultima ha un equilibrio con la freschezza
che doma l’alcol. Piacevole è l’esplosione
di frutta in bocca. Quest’annata è la migliore
degustata.
90 – 94