| |
due importanti Merlot a confronto: Masseto e Petrus
di Paolo Baracchino
Il giorno 19 marzo 2004 si è svolta in Firenze presso
l’Enoteca Pinchiorri, sotto la impeccabile regia di
Giorgio Pinchiorri, una degustazione di vini con la ristrettissima
partecipazione di otto persone tra cui Jean François
Moueix, proprietario del leggendario Châteaux Petrus
e di importanti, anche se non ugualmente tali, Châteaux
di Pomerol, quali Trotanoy, Fleur Pétrus e Lagrange;
James Sackling giornalista della rivista Americana Wine Spectator
ed il giornalista Bruno Vespa, estimatore della buona cucina
e dei vini di alto pregio qualitativo.
Giorgio Pinchiorri ha impiegato alcuni mesi per organizzare
questo importante evento e con l’ausilio del suo numeroso
e qualificato personale è riuscito nell’intento.
Prima dell’inizio della degustazione si respirava una
certa aria di nervosismo, di tensione e di desiderio di tuffarsi
in questa splendida sfida.
Prima di addentrarci nell’esame della degustazione appare
corretto e giusto premettere che il Petrus esiste da più
di cento anni mentre il Masseto, dell’azienda Ornellaia,
esiste solamente dal 1986. Inoltre si deve tenere presente
che il Masseto costa notevolmente meno del Petrus.
Petrus veramente vecchi è possibile degustarli perché
l’azienda ha una lunga storia, mentre per il Masseto
si può risalire fino al 1986.
La storia del vino di qualità italiano non risale a
molto tempo fa, infatti la nostra enologia ha fatto dei passi
da gigante negli ultimi venti anni, mentre l’enologia
francese ha una storia incredibile dietro a se. I vini italiani
in genere adesso sono molto temuti oltralpe, sia per la qualità
che per il rapporto qualità – prezzo. Certo se
parliamo di pinot nero la Francia è tuttora leader
nel mondo, come lo è per i vini bianchi di Borgogna,
ma per i rossi Bordolesi noi italiani possiamo dire tranquillamente
la nostra.
Per i francesi la figura dell’enologo non è stata
importante fino a due anni fa circa, adesso succede sempre
più di frequente che vengano interpellati, dalle aziende
francesi, enologi italiani.
Quale maggiore soddisfazione di andare ad insegnare ai francesi
a fare il vino? Tutto questo per evidenziare il fatto che
l’Italia è sempre più importante nel mondo
del vino e che la breccia aperta dal Sassicaia, dal Tignanello,
dal Solaia e dai vini piemontesi di Angelo Gaja e di pochi
altri si è allargata vistosamente coinvolgendo i vini
di tutta l’Italia. C’è l’affannosa
ricerca ed ambizione di moltissime aziende di migliorarsi
e di raggiungere un livello qualitativo sempre superiore.
Prima di passare all’analisi dei vini degustati preme
rimarcare che l’ambiente dove si è svolta la
degustazione è sempre stato il luogo di culto della
enologia mondiale, dove è possibile trovare vecchissime
annate di preziosi vini del mondo, bottiglie che sembra impossibile
che possano esistere ancora.
Noi italiani in genere abbiamo una cultura del vino giovane,
mentre gli inglesi e gli americani di alto livello, anche
economico, ricercano vecchissime annate di vini di Bordeaux,
di Borgogna, di Porto e anche Piemontesi.
Parlare per loro di annate come il 1900, il 1929, il 1945,
il 1947 ed il 1955 è più che normale, mentre
per noi italiani degustare un’annata come il 1982, sembra
rappresentare un evento eccezionale.
Le annate degustate sono state le seguenti: 1989, 1990, 1995,
1996, 1997, 1998, 1999, 2000 ed il 2001.
Durante la degustazione il silenzio è stato assoluto
poiché ogni degustatore era emozionato, almeno io lo
ero sicuramente, di assaggiare e degustare tutti questi vini
importanti in una unica sessione. Non c’è cosa
più importante per un degustatore di vino di poter
assaggiare e valutare più annate dello stesso vino.
Se si pensa al valore commerciale dei vini degustati ci rendiamo
conto di come una degustazione del genere sia più “unica
che rara”. La ritualità della degustazione è
così sacra ed importante: l’esame visivo per
vedere la conservazione del vino e il suo grado di invecchiamento;
l’esame olfattivo per capire anche la maturità
dell’uva, la ricorrenza dei tipici profumi del vino,
il grado della sua apertura olfattiva, l’evoluzione
dei profumi nel permanere del vino nel bicchiere ed i profumi
che si evidenziano a bicchiere vuoto. Infine l’esame
gustativo, l’alcol, la freschezza, i tannini, la loro
qualità, la loro maturità ed ampiezza, la persistenza
aromatica intensa e la ricchezza del retrogusto. Tutta questa
analisi c’è stata per ogni vino degustato, non
c’è stata la ricerca spasmodica di quale vino
fosse superiore, Masseto o Petrus, ma l’analisi obiettiva
del vino degustato.
MASSETO 1989
Rosso granato.
Il ventaglio olfattivo si presenta con note che vanno dalla
prugna secca, al fieno secco, alla clorofilla, al gibier (carniere
di cacciagione) alle foglie morte, alla terra bagnata, per
finire con intense note di olive nere.
All’attacco gustativo l’alcol e la freschezza
sono abbastanza in equilibrio tra loro con l’alcol lievemente
più evidente, forse dovuto al fatto che il corpo non
appare troppo presente.
Il tannino è dolce, vellutato e abbastanza largo anche
se nel finale perde un po’ di grassezza. Buona è
la persistenza aromatica intensa con retrogusto di tartufo
e di liquirizia.
91/100
PETRUS 1989
Si presenta con colore rosso granato.
All’olfatto offre un carosello di profumi che vanno
dalla confettura di ciliegia, alla ruggine di ferro, alla
caramella di rabarbaro, al cuoio, al boisée per finire
con note di caffè.
Al gusto si presenta con l’alcol in leggero dominio
sulla freschezza, anche se questi due elementi sono piuttosto
in equilibrio tra loro. Il tannino è dolce, setoso,
elegante ed ampio quasi per tutta la ampiezza della bocca.
Vino dotato di un bel corpo. Lunga è la persistenza
aromatica intensa.
93/100
MASSETO 1990
Rosso granato con riflessi aranciati.
All’esame olfattivo si presenta con un ampio ventaglio
di profumi che vanno dalla confettura di ciliegia, al fieno,
alla terra, alla ruggine di ferro al pelo bagnato.
Al gusto è piacevole ed equilibrato, di buona struttura
con alcol e freschezza che ben si coniugano tra loro, accompagnati
da un tannino dolce, setoso e rotondo che sfoggia la sua eleganza
e piacevolezza in tutta la larghezza gustativa. Bella e duratura
è la sua persistenza aromatica intensa. Sicuramente
questo vino esprime il meglio di se stesso al gusto piuttosto
che all’olfatto.
92--/100
PETRUS 1990
Di colore rosso granato.
Ha naso superbo ed elegante, sfaccettato nelle note animali
di pelle, di cuoio, di confettura di ciliegia, di prugna secca,
di liquirizia e per finire di clorofilla.
In bocca ha spessore da vendere, l’alcol è ben
presente, accompagnato da una buona spalla acida, che lo equilibra.
Il tannino è dolce setoso, rotondo e grasso, termina
però con un po’ di secchezza. Sorprende l’ampiezza
del tannino che abbraccia tutta la bocca, contribuendo a creare
una persistenza aromatica intensa interminabile.
96/100
MASSETO
1995
Rosso granato.
All’olfatto si presenta con piacevoli sentori di confettura
di ciliegia, di liquirizia e di ruggine di ferro.
All’esame gustativo si presenta con una bella spalla
fresca che è un po’ in sottotono però
rispetto all’alcol. Il tannino è dolce, vellutato,
abbastanza largo e abbastanza carnoso. Il vino è un
po’ penalizzato dall’alcol che non è dominato
pienamente dal corpo. Buona è la sua persistenza aromatica
intensa.
91/100
PETRUS 1995
Appare rosso granato con parte centrale più concentrata.
Offre un piacevole carosello di profumi che vanno dalle note
animali (pelle), di ciliegia, di intensa ruggine di ferro,
di liquirizia, di caramella di rabarbaro, di prugna secca
e di clorofilla (prugna secca e fieno secco).
Al gusto l’alcol e la freschezza sono ben presenti ed
altrettanto ben compenetrati ed equilibrati tra loro, il tannino
per tutta la sua larghezza li prende per mano e li irradia
della sua dolcezza, setosità, avvolgenza, rotondità
ed eleganza.
Lunga è la persistenza aromatica intensa.
95/100
MASSETO 1996
All’esame visivo si presenta rosso granato.
All’olfatto esprime la sua eleganza con note di confettura
di ciliegia accompagnate da intense note di sella di cuoio
e di ruggine di ferro, queste ultime evidenziano la presenza
di terreno argilloso. Completano il quadro olfattivo delle
note balsamiche, di pepe nero e di caffè.
Al gusto presenta una bella struttura con nota alcolica lievemente
superiore alla freschezza, il tutto accompagnato da un tannino
dolce e largo. Persistente nel finale nel quale continua a
sfoggiare tutta la sua eleganza.
92/100
PETRUS 1996
Veste rosso rubino intenso con largo bordo granato.
L’impatto olfattivo è intenso di mora non matura,
di confettura di ciliegia, di confettura di lampone, di ruggine
di ferro e di caramella di rabarbaro, regnano poi nuance di
note di caffe.
Elegante e compatto al gusto, gradevole ed equilibrato, perfetto
nel gioco di insieme tra alcol, freschezza e tannino che appare
dolce, vellutato e largo. L’alcol è coperto dal
corpo del vino e dalla presenza di una piacevole freschezza
e da un potente e piacevole tannino.
Lunga e raffinata è la persistenza aromatica intensa.
94/100
MASSETO
1997
Rosso rubino intenso con tonalità blu – nero
nella parte centrale.
Il suo palcoscenico olfattivo è ampio e piacevole con
eleganti tonalità fruttate di confettura di ciliegia
marasca, accompagnate da piacevoli ed eleganti note di cuoio,
di foglie morte, di amido e di terra.
Elegante e compatto al gusto. L’alcol e la freschezza
sono ben equilibrati tra loro anche se l’alcol si sente
lievemente più pronunciato, il tutto è ben coniugato
da un nobile tannino dolce, largo, vellutato ed avvolgente.
Lunga e raffinata è la sua persistenza aromatica intensa.
94/100
PETRUS 1997
Rosso rubino con sfumatura granata sul bordo.
Si apre lentamente su toni di mora non matura, di confettura
di ciliegia e di lampone. I profumi inizialmente non sono
franchi.
Al gusto le note alcoliche dominano un po’ la freschezza,
aiutate da un tannino dolce, rotondo e largo, creando un buon
equilibrio. Il corpo del vino non è particolarmente
potente. Si tratta di un’annata poco felice per i vini
di Bordeaux e questo vino in quest’annata ne è
la conferma.
90/100
MASSETO 1998
Bel rosso rubino intenso con iniziale tendenza al granato
dell’unghia.
Potente ed elegante al naso, apre con tonalità fruttate
di confettura di ciliegia marasca accompagnata da potenti
ed accattivanti note di sella di cuoio, di ruggine di ferro
e di liquirizia. Il legno è gradevolmente presente
e ben fuso.
Elegante e compatto al gusto con alcol e freschezza in perfetta
armonia tra loro e con un tannino dolce, setoso, rotondo,
elegante e largo che crea un perfetto equilibrio gustativo.
Nel finale che sembra essere interminabile si godono i suoi
raffinati toni di frutta e di cuoio. Vino di grande piacevolezza.
96/100
PETRUS 1998
Ammaliante rosso rubino intenso con lievissimo bordo granato.
All’esame olfattivo mostra potenza ed eleganza con toni
di pelle, ciliegia, salsedine, iodio, caffè ed intense,
quanto piacevoli, note boisée.
In bocca è praticamente perfetto nell’equilibrio,
denso e corposo, raffinato nell’abbraccio tannico e
nell’avvolgente ben dosato tenore alcolico che è
ben sostenuto da una equilibrata freschezza. Il tannino è
dolce, elegante, setoso, rotondo, largo ed avvolgente. Lunga
e raffinata è la persistenza aromatica intensa.
Mi è piaciuto più al gusto che all’olfatto.
96++/100
MASSETO 1999
Rosso rubino intenso, appena orlato da un’unghia granata.
L’impatto olfattivo è intenso di confettura di
ciliegia accompagnata da eleganti note di sella di cuoio e
di liquirizia. Al naso deve esprimere ancora il meglio di
sé.
Al gusto il vino appare ben equilibrato con alcol, freschezza
e tannini dosatamente e piacevolmente presenti. Il tannino
è dolce ed inizialmente grasso e vellutato, diventa
meno grasso nel finale, con una discreta ampiezza.
Lunga e piacevole è la persistenza aromatica intensa.
92-/100
PETRUS 1999
Veste rubino, appena più chiara sull’unghia granata.
Si dispiega all’olfatto con un ventaglio di sentori
di pelle (note animali) ciliegia, fieno secco, ruggine di
ferro e di liquirizia.
Al gusto si presenta ben equilibrato, l’alcol e la freschezza
ben si compenetrano tra loro creando un ottimo equilibrio.
Il tannino è abbastanza largo, dolce e grasso inizialmente,
per poi diventare un po’ secco nel finale. Lunga e piacevole
è la persistenza aromatica intensa.
92/100
MASSETO 2000
Di colore rosso rubino intenso con lievissimo bordo granato.
Al naso si sente tutta la sua gioventù e vivacità
con una impalcatura aromatica composta di splendide tonalità
di ciliegia marasca, di cuoio, di caucciù e di note
speziate tra cui il pepe nero.
Al gusto si presenta abbastanza equilibrato con una bella
spalla acida e con un alcol che domina lievemente il corpo.
Il tannino è dolce e vellutato con una ampiezza quasi
totale, che nel finale perde un po’ di grassezza in
favore della secchezza.
Buona è la sua persistenza aromatica intensa.
92--/100
PETRUS 2000
Rosso rubino pieno e compatto, di ottimo spessore.
Il naso è giovanile nelle note iniziali di ciliegia,
ma di grande eleganza e complessità. Le note olfattive
proseguono con quelle animali, in particolare di pelle, per
poi proseguire con quelle boisée, fumée, di
iodio, di spezie (ben dosate) e di tartufo. Al gusto è
un miracolo di equilibrio con alcol e freschezza in perfetta
sintonia, accompagnati da un tannino di esemplare piacevolezza,
dolce, setoso, rotondo, gentile, pulito e fruttato che detta
il passo in una chiusura che non finisce mai. Vino di grande
spessore.
98/100
MASSETO
2001
Rosso rubino intenso con parte centrale blu – nero.
Al naso si sente tutta la sua giovinezza e la sua chiusura
olfattiva ne è la conferma.
Esprime la sua eleganza con note di frutta a bacca rossa,
in particolare di ciliegia accompagnata da intense note di
cuoio. Il legno appare già ben fuso al vino.
In bocca le sostanze dure sono in ottimo equilibrio con quelle
morbide, ad eccezione del tannino che sfoggia la sua dolcezza
e grassezza iniziale per perderla successivamente in favore
della parziale secchezza finale. Buono è il corpo come
lunga è la sua persistenza.
Trattasi di un vino giovane che potrà migliorare sicuramente
sotto un profilo olfattivo e forse anche gustativo.
92--/100
Questo
vino è stato ridegustato singolarmente in data 14/10/2004
e la degustazione ha sortito una valutazione diversa dalla
precedente, forse perchè come precedentemente osservato
poteva migliorare.
Trattasi
di un vino estremamente elegante con un tannino vellutato,
ampio e con una sorprendente persistenza.
95/100
PETRUS 2001
Rosso rubino con riflessi porpora.
All’olfatto denota tutta la sua gioventù con
note di vinosità, di ciliegia intensa, di boisée
e di liquirizia.
Al gusto è meravigliosamente sorprendente con un tannino
che dirige con magistrale classe l’equilibrio gustativo.
L’alcol e la freschezza sono in perfetta armonia tra
loro ed il tannino sfoggia, nella sua più ampia larghezza,
tutta la sua dolcezza, setosità, rotondità,
gentilezza, avvolgenza e fruttosità. Lunghissima è
la sua persistenza aromatica intensa. Questo è il vino
che aveva i tannini più ampi rispetto a tutti i vini
degustati.
96/100
|
|