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  Degustazioni rivista Gola Gioconda


 
   
  FATTORIA SELVAPIANA  
     
 



Degustazione effettuata il 03.11.2004, presso l’Azienda, in Rufina.
Verticale del Chianti classico riserva che dal 1979 è denominato Bucerchiale.



di Paolo Baracchino

FATTORIA SELVAPIANA
Via Selvapiana n. 3
50068 Rufina (FI)
tel. 055.8369848
fax 055.8316840
e–mail: selvapiana@centroin.it


Selvapiana nel basso medioevo rappresentò un luogo di villeggiatura dei vescovi di Firenze. Nel corso dei secoli Selvapiana è appartenuta a varie famiglie di mercanti fiorentini, gli ultimi furono gli Scalandroni, che la cedettero nel 1826 al banchiere Michele Giuntini.
Nel 1953 la conduzione dell’azienda passò a Francesco Giuntini, che l’ha gestita, con l’indispensabile aiuto di Franco Masseti, padre di Federico Masseti Giuntini. In quel periodo le difficoltà da affrontare non furono poche per tanti aspetti, tra cui la fine della mezzadria, la riforma agraria, lo spopolamento delle campagne e soprattutto l’assenza di mercato per il vino.
Solo negli anni settanta inizia la produzione dei vini in bottiglia a cui seguirono i primi riconoscimenti.
L’anno 1978 fu un anno importante per l’azienda poiché Francesco Giuntini fu invitato, da Luigi Veronelli, a far parte di un gruppo di vignaioli per fondare la V.I.D.E., che fu la prima associazione italiana per la promozione dei vini di qualità. Fecero parte di questa associazione vari produttori di quasi tutta l’Italia.
Altro anno importante per l’azienda fu il 1978, anno in cui l’enologo Franco Bernabei iniziò il rapporto di collaborazione con l’azienda. Franco Bernabei, con la sua professionalità, scrupolosità e competenza ha ottimizzato i vini dell’azienda.
Il 1979 è il primo anno di produzione della Riserva Vigneto Bucerchiale, selezione delle uve migliori dell’omonimo vigneto impiantato nel 1968, vigneto con esposizione sud, sud–ovest. Il terreno è argillo calcareo, ricco di scheletro e molto profondo.
Selvapiana, attualmente ha una superficie di 245 ettari di cui 60 di vigneto, dei quali 54 coltivati a Sangiovese.
I vini prodotti sono tre: Chianti Rufina produzione 120.000 bottiglie, Chianti Rufina Riserva Vigneto Bucerchiale produzione circa 30.000 bottiglie e “Fornace I.G.T.”, produzione 3.000 bottiglie. Viene prodotto anche un vin santo con 4.000 bottiglie da lit. 0,500.
L’azienda rappresenta, inutile a dirsi, il fiore all’occhiello della Valdisieve.
I vini prodotti sono longevi e piacevoli e la degustazione che segue ne è la dimostrazione.
Nell’annata 1997 e solo in quella, insieme al sangiovese c’è del Cabernet Sauvignon e del Merlot, in minor quantità rispetto al sangiovese.
Personalmente l’annata che mi è piaciuta di più è stata il 1997, nonostante che anche le annate 1993, 1999 e 2001 siano molto interessanti sia sotto il profilo olfattivo che sotto quello gustativo. L’annata 1997 non rispecchia la tradizione dell’azienda in quanto normalmente il vino ha un uvaggio sangiovese nella misura del 100%.
Non è facile fare il vino nella Valdisieve, poiché il sole non è mai troppo e le escursioni termiche sono quotidianamente presenti, quindi riuscire a far maturare le uve in modo ottimale non è mai scontato ne facile.
Questi vini con uvaggi sangiovese necessitano di molto tempo per potersi esprimere al meglio. I vini giovani normalmente sono chiusi ed esprimono pochi profumi. Nell’invecchiare il vino offre un ventaglio olfattivo più importante e vario. Sotto il profilo gustativo c’è da rimarcare che il tannino, anche se inizialmente è grasso, finisce per diventare un po’ secco, rispecchiando in pieno la tipologia dell’uvaggio sangiovese.

Annata 1948
Si presenta con colore rosso aranciato.
All’olfatto offre un carosello di profumi vari ed intriganti che vanno dalla cacciagione morta (gibier), al finocchio selvatico, al sambuco selvatico, all’humus, al tabacco (L.R.), alle foglie morte, al goudron, all’affumicato (S.B.), alla carruba, allo iodio, per proseguire poi con note balsamiche di menta, di ruggine di ferro, di dattero secco per finire con note di liquirizia.
In bocca è abbastanza elegante con una freschezza che è ben presente e che domina l’alcol. La tannicità è contenuta ma  percettibile. Il tannino è dolce abbastanza vellutato e non troppo largo. Il corpo non è particolarmente potente. Il vino non è abbastanza equilibrato e persistente.


GIUDIZIO: vino emozionante stanti anche i suoi 56 anni. Il corpo è un po’ scarico con una freschezza abbondante e con un alcol che fortunatamente è coperto da quest’ultima.
Migliore all’olfatto che al gusto.                                    

                                                                                     85/100



Annata 1958
Rosso aranciato con riflessi mogano.
Al naso è inizialmente un po’ chiuso e si percepisce subito lo smalto di vernice. Dopo qualche minuto il vino si apre sempre di più e si  percepiscono note piacevoli di terra, di tartufo (S.B.), di tabacco biondo della Virginia, di humus, di gibier e di foglie morte. Si  percepisce anche un po’ di pungenza di alcol. Il palcoscenico  olfattivo prosegue con note di ruggine di ferro e note terziarie di  carruba e di goudron.
Al gusto l’alcol e la freschezza sono ben equilibrati ed il tannino si presenta dolce, centrale ed inizialmente, solo inizialmente, un po’ morbido per poi seccarsi velocemente. I tannini appaiono un po’ scarichi come pure il corpo. Il vino è abbastanza equilibrato ed abbastanza persistente.


GIUDIZIO: il vino al gusto manifesta tutta la sua maturità. I tannini sono più secchi rispetto all’annata 1948 ed il corpo, come pure i tannini, appaiono un po’ affaticati.
L’alcol e la freschezza sono in buon equilibrio tra loro.

                                                                                                                  81/100

Annata 1964
Di colore rosso aranciato con tonalità scure.
Al naso esprime profumi terziari già sentiti nelle annate precedenti, quali il gibier, l’humus, le foglie morte e la carruba. Il ventaglio olfattivo prosegue con note di terra, di pepe bianco, di foglia bagnata (S.B.), di note balsamiche, di caramella di rabarbaro e di dattero secco.
Al gusto le sostanze dure dominano le sostanze morbide con una freschezza che sovrasta l’alcol. Il tannino è abbastanza largo, inizialmente vellutato per poi diventare piuttosto secco nel finale. Vino poco equilibrato e persistente.


GIUDIZIO: alcol, freschezza e tannini viaggiano un po’ separatamente, anche se per fortuna, nonostante che il vino non abbia tanto corpo, riesce ad averlo abbastanza da far si che con l’aiuto della freschezza, l’alcol sia in sottotono.
                                                                                                                  83/100

Annata 1965
Il colore è rosso aranciato con riflessi mogano.
Naso di notevole impatto olfattivo con note di pepe bianco, di terra, di humus, di foglie morte, di dattero secco, di cuoio (L.R.), di iodio e di gibier (in particolare di interiora di lepre). I profumi proseguono con note già sentite in qualche precedente annata: di ruggine di ferro e di carruba.
All’impatto gustativo si rimane colpiti dalla sua sapidità e dalla sua mineralità. Ci propone una fusione di alcol, di freschezza e di tannini che sono ben dosati ed insieme creano un buon equilibrio.
I tannini sono abbastanza grassi inizialmente per poi diventare secchi nel finale. Il corpo è medio e buona è la sua persistenza.


GIUDIZIO: i tannini sono più grassi rispetto all’annata 1964, piacevole è la sua mineralità mentre disturba un po’ una nota di acido acetico che si percepisce al gusto. Nell’insieme è un vino piacevole.
                                                                                                                 86/100

Annata 1979
Colore rosso aranciato con riflessi mogano.
All’esame olfattivo si presenta con un carosello di profumi che vanno dallo smalto di vernice, alla selvaggina morta (gibier), alle foglie morte, alla prugna secca (L.R.), all’humus, alle note speziate di pepe nero, ad altri profumi tipicamente terziari quali il goudron (asfalto bagnato) e la carruba.
Al gusto si rimane ammaliati dalla piacevole sapidità e mineralità.
Note dure e morbide che vanno per mano, in buona armonia tra loro, con l’alcol e la freschezza in giusta dose ed un tannino inizialmente abbastanza grasso che nel finale diventa un po’ troppo secco, quasi allappante.
Il tannino è centrale tendente ad allargarsi un po’. Buona è la sua persistenza.


GIUDIZIO: colpisce la peculiarità di avere un retrogusto di nocciolina tostata.
La commissione si è divisa poiché qualcuno ha messo questo vino nello scaglione superiore a quello che viene scritto e cioè nello scaglione 85 – 89.
                                                                                                                 86/100

Annata 1981
Alla vista si presenta con un rosso granato con riflessi aranciati.
Al naso si evidenziano, fin dall’inizio, piacevoli note di confettura di ciliegia, di cuoio, di note balsamiche, di note di caffè, di iodio, di lacca (S.B.), di rabarbaro, di gibier, con continui guizzi di humus, di foglie morte, di carruba e di caucciù.
In bocca la sua bella personalità si conferma con una sorprendente confettura di ciliegia e con un deciso equilibrio tra freschezza e struttura alcolica, presenti in modo dosato, con un tannino dolce e abbastanza largo, inizialmente grasso ma con un finale un po’ secco. Il corpo è presente e buona è la sua persistenza.


GIUDIZIO: trattasi, nonostante che in generale nel mondo del vino toscano, sia stata un’annata poco felice, di un buon vino, la migliore annata rispetto alle annate precedenti. Hanno colpito in particolare la piacevolezza dei profumi fruttati e la bella confettura di ciliegia che si sente in bocca.
                                                                                                                 88/100

Annata 1990
Rosso rubino con tonalità scure ed unghia granata.
Naso sereno, il vino ha un profumo vasto e penetrante, di note animali, quali la pelle, di note balsamiche, di catrame (L.R.), di caffè, di pepe nero, di iodio, di salsedine, di smalto di vernice e di note fruttate di confettura di ciliegia e di mora.
I profumi poi passano a note più terziarie quali il sottobosco, le foglie morte e l’humus.
In bocca la componente acida è ben presente come pure la componente alcolica che ben si equilibrano tra loro, senza che l’una abbia il sopravvento sull’altra. Il tannino è dosatamente presente, dolce e grasso ed abbastanza largo, diventando nel finale più centrale e secco. Buono è quindi il suo equilibrio come pure la sua persistenza.


GIUDIZIO: vino veramente giovane che andrà degustato nuovamente, più volte, nei prossimi anni per seguire la sua evoluzione sia olfattiva che gustativa.
                                                                                                               89-/100

Annata 1993
Veste un bel rosso rubino con parte centrale più scura e con lieve bordo granato.
Al naso è intenso e piacevole con riconoscimenti di pelle, di note balsamiche, di pepe nero, di ribes (L.R.), di confettura di ciliegia, di rabarbaro, di iodio, di viola mammola, di gibier, di grafite e di humus. Si percepiscono, inoltre, sentori di foglie morte e di liquirizia.
In bocca è potente, ma equilibrato, con giuste dosi di alcol e di freschezza che ben si coniugano ad un tannino dolce, abbastanza grasso e ampio. Nel finale il tannino lascia spazio ad un po’ di secchezza.
Vino quindi equilibrato con buona persistenza.


GIUDIZIO: sono i tannini migliori fino a quest’annata, rispetto ai vini precedenti degustati.
Colpisce la varietà olfattiva che va dal floreale, che è normalmente tipica dei vini giovani, alla confettura di frutta che normalmente succede ai profumi floreali, per arrivare ai profumi terziari quali ad esempio il gibier.
                                                                                                                 90/100

Annata 1995
Appare di colore rosso rubino vivo, con parte centrale più cupa e con lieve bordo granato.
Profumi ampi che evidenziano inizialmente delle note animali quali la pelle, per poi lasciare spazio a note di pepe nero, di chiodi di garofano, di iodio e di caffè. Il ventaglio olfattivo prosegue poi con intriganti ed ammalianti note di confettura di ciliegia e di viola mammola. Al palato colpisce la netta sensazione di saporita confettura di ciliegia.
E’ equilibrato con una spalla acida che ben si coniuga con l’alcol e la morbidezza.
Il tannino è piuttosto centrale, dolce, abbastanza vellutato inizialmente, per poi diventare un po’ troppo secco nel finale. Corpo presente in misura media. Lunga è la sua persistenza aromatica intensa.


GIUDIZIO: si sente sempre la presenza del legno che meglio si deve fondere al vino. Vino ancora molto giovane che potrà evolvere olfattivamente, ma non sotto il profilo gustativo. I tannini non potranno migliorare.
                                                                                                                 88/100

Annata 1997
Il colore è rosso rubino scuro con tonalità intense blu – nero.
All’olfatto esprime un’impalcatura aromatica ampia e piacevole, che denota tutta la sua gioventù, con note intense balsamiche, di animale, di pelle, di iodio e di pepe nero.
L’esame olfattivo prosegue con intense ed inebrianti note di viola mammola, di caffè, di goudron (S.B.) e di confettura di ciliegia e di mora.
Al gusto l’ingresso è morbido, con sensazione pseudocalorica efficacemente contrastata dalla freschezza e da adeguata tannicità. Il tannino è ben strutturato, dolce, vellutato morbido inizialmente ed abbastanza avvolgente, per diventare un po’ secco nel finale.
Vino equilibrato, dotato di un buon corpo con una lunga persistenza aromatica intensa.


GIUDIZIO: siamo di fronte ad un vino giovane e questo lo si capisce sia dall’esame visivo, sia dall’esame olfattivo che da quello gustativo. Personalmente mi sono trovato in disaccordo con il resto della commissione in ordine alla valutazione di questo vino che per me rientra nella fascia 90 – 94.
                                                                                                             91--/100

Annata 1999
Cupo, denso rosso rubino scuro con lieve bordo porpora che riesce a sorprendere per luminosità e densità.
Profumi ampi ed eleganti che aprono con note animali di pelle, balsamiche di menta, di viola mammola, di pepe nero, per proseguire con intriganti note di iodio e di ciliegia.
In bocca è equilibrato con l’alcol ben dosato, accompagnato da una spalla acida che lo contrasta efficacemente anche con la presenza di un corpo ben presente. Il tannino è ben dosato, dolce, abbastanza largo, non completamente, grasso inizialmente, per poi nel finale diventare un po’ secco.
Lunga è la persistenza aromatica intensa.


GIUDIZIO: vino, senza ombra di dubbio, molto giovane che sicuramente nell’invecchiare saprà dare, come di consuetudine, un ventaglio olfattivo più ampio.
                                                                                                                90/100


Annata 2001
Bel colore rosso rubino con lieve unghia porpora.
All’olfatto denota tutta la sua gioventù, con intense note animali di pelle, di prugna fresca, di note balsamiche di menta, di fragolina (S.B.) e floreali di viola mammola. Prosegue con note di vaniglia, di pepe nero, di liquirizia e di ciliegia matura.
Al gusto è piacevole ed equilibrato, di buona struttura, con alcol e freschezza che si accompagnano con maestria, senza che l’uno domini l’altro. Il tannino è ben presente, largo quasi nella sua integralità, dolce, inizialmente grasso e vellutato per poi nel finale diventare un po’ secco.
Il corpo tiene sotto controllo l’alcol e dona al vino una bella struttura. Lunga è la sua persistenza aromatica intensa.


GIUDIZIO: vino interessante, con prospettive future, che potrà sicuramente migliorare, sia sotto il profilo gustativo che sotto il profilo olfattivo. Il vino è stato degustato in anteprima, prima della sua uscita in commercio.
                                                                                                             90+/100

 
     
     
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