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  Degustazioni rivista Gola Gioconda


 
   
   
     
 


              IL GRAND JURY EUROPEEN



di Paolo Baracchino


Il Grand Jury Européen è un’associazione senza fini di lucro, creata nel 1996 da François Mauss, è un collegio di degustatori di alto livello che intendono dare agli amatori del vino delle valutazioni alternative alle note dei critici individuali.
Il Grand Jury Européen è formato da 25 membri permanenti di vari paesi del mondo (i soci fondatori) e da membri aggiunti ed ha sede in Lussemburgo.
Il Grand Jury Européen ha dei principi sulla base dei quali opera.
Principio n. 1 è quello di avere un insieme di soggetti diversi sia per nazionalità che per lavoro che abbiano però una certa omogeneità in ordine al concetto di “grande vino” e possano esprimere la loro propria sensibilità in funzione della loro cultura nazionale e della loro specifica professione.
Principio n. 2 è quello di avere delle regole strette di degustazione:
- selezione dei vini su un tema scelto dai membri permanenti;
- in mezza giornata vengono degustati massimo 30 vini (talvolta si può arrivare a 34 vini);
- ciascun degustatore conosce solamente il tema e l’annata e la degustazione avviene alla cieca;
- controllo giuridico delle operazioni da parte di un legale svolgente funzioni notarili che rilascerà una apposita certificazione;
- acquisto dei vini sul mercato e non dalle aziende;
- assemblaggio di due bottiglie necessarie al servizio del vino (solo quando la sessione è di più di 15 degustatori) al fine di evitare delle differenze dovute alla diversa evoluzione del vino da una bottiglia all’altra;
- l’ordine di servizio del vino viene stabilito dalla persona che effettua il controllo giuridico delle operazioni. Ad ogni vino viene dato un numero. Su ogni postazione di degustazione vengono messi i bicchieri che recano ciascuno un numero. Il vino viene versato nel bicchiere recante lo stesso numero della bottiglia;
- obbligo per ciascun degustatore di cominciare la degustazione dal bicchiere portante lo stesso numero della propria postazione, ciò al fine di non penalizzare il vino degustato;
- silenzio rigoroso durante i 120 minuti di ciascuna sessione. In realtà le degustazioni durano circa 1 ora e 40 minuti.
Principio n. 3 è l’indipendenza.
Il Grand Jury Européen deve restare indipendente dal mondo diretto dei produttori e non ha alcun fine di lucro. Il Grand Jury Européen è finanziato da dei partners, sponsor, fornitori provenienti da settori diversi da quello del vino.
Principio n. 4.
Il Grand Jury Européen pubblica un comunicato stampa a seguito di ciascuna sessione.
Sul sito www.grandjuryeuropeen.com si possono leggere i risultati delle degustazioni.
Durante l’anno ci sono cinque o sei degustazioni in varie parti del mondo, durante ciascuna delle quali si degustano circa duecento vini.
L’ultima degustazione si è svolta a Venezia all’Hotel Bauer Palace.
Esattamente il 06.01.2005, alle ore 16.00, si è tenuta una degustazione di vino del Grand Jury Européen come sessione speciale denominata “Olympic Wine Game”, collegata con altre due degustazioni, con degustatori non facenti parte del Grand Jury Européen, aventi ad oggetto gli stessi vini delle stesse annate, sia a Milano che a Las Vegas. I degustatori del Grand Jury Européen impegnati a Venezia sono stati 15 e le annate degustate sono state il 1985, il 1990 ed il 2001 dei seguenti vini rossi francesi: Latour, Margaux, Lafite, Haut-Brion, Mouton, Ausone, La Conseillante, Sociando-Mallet, oltre al Sassicaia ed al Montelena della Napa Valley.
L’ordine di degustazione dei vini è stato da me scelto ed è stato trasmesso anche a Milano ed a Las Vegas poiché tutti hanno seguito lo stesso ordine di degustazione.
Il giorno dopo sono iniziate le sessioni normali del Grand Jury Européen con degustazione di 32 vini per sessione e le sessioni sono state cinque, due per giorno, dei vini rossi del Bordeaux, annata 2000. Si è trattato di degustazioni di vini ad altissimo livello qualitativo, che hanno permesso ai degustatori di avere un’idea chiara della qualità dei vini rossi di Bordeaux del 2000. Normalmente in ogni sessione viene servito un vino denominato “Jolly” poiché non ha a che vedere con il territorio dei vini degustati oppure viene servito uno stesso vino per due sessioni, per vedere il comportamento dei degustatori. A fine sessione ciascun degustatore consegna la propria scheda di valutazioni, espressa in centesimi, al presidente François Mauss che elabora i dati raccolti sommando le valutazioni di ciascun vino e dividendo la somma complessiva per il numero dei degustatori.
Durante queste piacevoli sessioni di degustazione avvenute a Venezia mi hanno colpito particolarmente i seguenti vini:


Sassicaia 1985
(Italia – Bolgheri)
Alla vista si presenta di un bellissimo rosso granato con bordo porpora.
Profilo olfattivo segnato da decise note di oliva nera, cassis e mora, accompagnate da lievi note di minerale e di liquirizia.
Al gusto esplode la fruttata morbidezza, decisa, imponente e gustosissima. I tannini sono magnificamente dolci e setosi ed avvolgono l’estasiato palato in tutta la sua larghezza, creando una sinergia di piacere e di equilibrio con l’alcol e la freschezza.
Una lunghissima persistenza con un ritorno di cassis.


GIUDIZIO: incredibile il colore ancora con bordo porpora. E’ un vino sorprendente per la sua gioventù e per la sua longevità. Purtroppo questo vino non è stato degustato da solo ma insieme ad altri vini importanti ed il tempo concesso per la loro degustazione è stato veramente esiguo.
                                                                                                                  98/100


Château Haut Brion 1990
(Bordeaux – Pessac Leognan)

Rosso rubino con bordo con lievi riflessi porpora chiaro.
Colpisce l’impatto olfattivo intenso ed elegante che sfoggia un ventaglio di profumi vario ed accattivante che vanno dal pepe nero, piuttosto intenso, al ribes nero, alle erbe affumicate, al tabacco ed alla selvaggina (gibier).
Al palato si percepisce una calibrata salivazione che abbraccia il dosato caldo dell’alcol e si arricchisce poi della presenza del tannino dolce e setoso che si apre quasi nella sua totalità, creando un perfetto equilibrio gustativo. Il corpo è ben presente e la sua persistenza aromatica intensa è lunga e piacevole.


GIUDIZIO: grande annata, ma leggermente inferiore al mitico 1989. I frutti sono un po’ più evoluti rispetto al 1989.
                                                                                                                  97/100


Château Lafite Rothschild 2000
(Bordeaux – Pauillac)

Splendido rosso rubino con largo bordo porpora, luminoso e vivo.
Al naso esplode tutta la sua eleganza con un palcoscenico olfattivo ampio e piacevole con note balsamiche di menta, di polvere di cacao intensa, di iodio, di cuoio, di cassis, di pepe nero e di vaniglia.
Al gusto l’alcol è ben presente, accompagnato da una bella spalla acida che lo equilibra. Il tannino è gradevolmente presente, dolce, setoso, avvolgente e largo, abbraccia tutta la bocca ed elargisce una grande piacevolezza. Il vino è quindi equilibrato, persistente (più di 1 minuto) ed elegante.


GIUDIZIO: nonostante la sua gioventù ed il fatto che il Lafite per potersi esprimere al meglio, sotto il profilo olfattivo, necessiti di un po’ di tempo per ossigenarsi, siamo di fronte ad un grande vino, che mi ricorda per certi aspetti il 2003.
                                                                                                                 99/100

Château Cheval Blanc 2000
(Bordeaux – Saint Emilion)

Si presenta con colore rosso intenso con tonalità blu – nero.
Ha naso superbo ed elegante con note di pelle, di mora selvatica, di ribes nero, di mirtillo, di polvere di cacao e di note balsamiche, in particolare di menta. Completano l’esame olfattivo delle note erbacee e di caffè.
Elegante e compatto al gusto con alcol e freschezza in perfetta armonia tra loro e con un tannino dolce, vellutato, rotondo, elegante e largo che crea un perfetto equilibrio gustativo.
Bella ed importante è la sua struttura. Lunga e piacevole è la sua persistenza aromatica intensa.


GIUDIZIO: più che si degustano vini importanti e più si diventa difficili ed esigenti. Questo vino ha un leggerissimo tocco di eleganza in meno rispetto al Lafite 2000, nonostante che sia un grandissimo vino.
                                                                                                                 98/100

Château Léoville Las Cases 2000
(Bordeaux – Saint Julien)

Veste rosso rubino con lieve bordo porpora e con la parte centrale di colore scuro.
All’olfatto esprime un elegante complesso di profumi tra i quali spiccano la polvere di cacao (in modo evidentissimo), il pepe nero, il ribes nero, la ciliegia, la vaniglia, il tabacco, il minerale, la terra, la menta ed il fieno secco.
Al gusto l’alcol è piacevolmente in sotto tono rispetto alla freschezza. Il tannino è dolce, vellutato, largo e sfoggia tutta la sua eleganza e piacevolezza. Il corpo è ben presente ed il vino è abbastanza equilibrato con una buona dose di freschezza.
Lunga è la sua persistenza aromatica intensa.


GIUDIZIO: vino piacevole, giovane, che potrà migliorare sia per l’aspetto olfattivo che per quello gustativo, sostando in bottiglia.
                                                                                                                 96/100

Château Margaux 2000
(Bordeaux – Margaux)

Bel colore rosso rubino intenso, con lievissimo bordo porpora.
Al primo impatto olfattivo si viene catturati da note di pelle (intense) di mora selvatica, di cassis, di buccia di arancia muffita (legno) e di grafite.
Al gusto sfoggia tutta la sua eleganza ed imponenza. L’alcol e la freschezza sono ben presenti e la freschezza accompagna l’alcol in perfetta sintonia. Il tannino è dolce, vellutato, largo, rotondo e piacevole. Vino di bella struttura, equilibrato e persistente (più di un minuto).


GIUDIZIO: vino splendido che è ha un ottimo livello ma che non raggiunge i 100/100 del Margaux 1900 (vedi mio sito www.baracchino-wine.com).
Il Lafite 2000, in questo momento è leggerissimamente più elegante del Margaux 2000.
                                                                                                               99-/100

Château Pavie 2000
(Bordeaux – Saint Emilion)

Splendido rosso rubino con lieve bordo porpora, lucente e brillante.
Naso intenso e persistente di ciliegia, di mora selvatica, di pepe nero (intenso), di minerale, di menta, di cassis, di cedro del Libano e di cioccolata.
In bocca è un’esplosione di ciliegia.
L’alcol e la freschezza si equilibrano in modo ottimale con la freschezza che domina l’alcol, mentre il tannino è dolce, vellutato, rotondo, largo e piacevole. Il corpo è ben presente. Vino equilibrato, con una persistenza aromatica intensa interminabile (più di un minuto).


GIUDIZIO: vino stupendo, che però in questo momento risente un po’ del legno. Migliorerà sicuramente sia sotto il profilo olfattivo che gustativo.
Lo Château Pavie ha incorporato il terreno di Château la Clusière (prod. 5.000 bottiglie, uvaggio 100% Merlot) e quest’ultima azienda ha cessato la produzione con l’annata 2001.
Lo Château Pavie quindi ci sorprenderà ancora di più per la sua alta qualità, già con l’annata 2003, poiché quest’annata ci sarà il vino che sarebbe stato utilizzato dallo Château la Clusière.
                                                                                                                96/100

Château Latour 2000
(Bordeaux – Pauillac)

Appare di un bel rosso rubino con trame porpora.
Al naso elargisce sentori di pelle, di tabacco, di cioccolata (intensi), di ciliegia, di mora, di cassis, di terra, accompagnati da sbuffi di pepe nero, di vaniglia e di minerale.
Al palato è equilibrato con una spalla acida che ben si coniuga con l’alcol e la morbidezza.
Il tannino è potente, dolce, largo, vellutato e avvolgente. Bella struttura.
Piacevole è la sua sapidità e mineralità.
Vino equilibrato e persistente (oltre i 40 secondi).


GIUDIZIO: quest’annata ha la struttura del 1996 e la concentrazione del frutto del 1982.
                                                                                                                 98/100

Château Mouton Rothschild 2000
(Bordeaux – Pauillac)

Rosso rubino con bordo porpora (buccia di melanzana), luminoso e limpido.
Olfatto avvolgente con note di cassis, di pelle, di inchiostro, di cioccolata, di pepe nero (intenso), di fumé, accompagnate da note erbacee e di liquirizia.
Al gusto l’ingresso è morbido, con sensazione pseudo-calorica efficacemente contrastata dalla freschezza e da adeguata tannicità.
Il tannino è presente e sfoggia tutta la sua dolcezza, morbidezza, larghezza e avvolgenza. Vino equilibrato, dotato di buon corpo. La persistenza aromatica intensa è lunga (più di 40 secondi).


GIUDIZIO: vino un po’ chiuso inizialmente e un po’ troppo speziato. Veramente giovane, ma già in questa fase dimostra tutta la sua classe. Potrà sicuramente migliorare.
                                                                                                                  96/100



Io sottoscritto Avv. PAOLO BARACCHINO, con studio legale in Italia, Firenze – Via A. Magliabechi n. 7,


CERTIFICO

- che il giorno 06.01.2005 in Italia, Venezia, presso l’Hotel Bauer Palace, si è tenuta una degustazione di vino del Grand Jury Européen, come sessione speciale “Olympic Wine Game”, collegata con altre due degustazioni, aventi ad oggetto gli stessi vini delle stesse annate, sia a Milano che a Las Vegas;
- che i degustatori a Venezia erano 15 e le annate degustate erano le seguenti: 1985, 1990 e 2001;
- che i vini degustati, per le tre annate, erano: Latour, Margaux, Lafite, Haut-Brion, Mouton, Ausone, La Conseillante, Sociando-Mallet, Sassicaia e Montelena;
- che i vini degustati erano tutti in bottiglia bordolese (lit. 0,750), ad eccezione di Ausone 1985 che era in formato magnum e del Sassicaia 1990 che era in formato magnum;
- che il Sociando-Mallet 2001 non è stato degustato perché non pervenuto a Venezia;
- che l’ordine di degustazione dei vini è stato da me scelto ed è stato poi trasmesso a Milano ed a Las Vegas perché anche li venisse seguito lo stesso ordine di degustazione;
- che il sottoscritto ha proceduto all’esame delle bottiglie ed alla apertura delle stesse rilevando l’integrità dei tappi e la qualità dei vini che erano privi di difetti;
- che le bottiglie non sono state visibili ai degustatori se non dopo la consegna delle schede di valutazione dei vini, a degustazione terminata;
- che il tempo massimo concesso per la degustazione dei vini è stato di un’ora e 40 minuti;
- che ogni bicchiere aveva un numero che corrispondeva al numero assegnato al vino, numero che è stato scritto sull’etichetta della bottiglia di ogni vino;
- che il sottoscritto ha controllato il servizio dei vini nei bicchieri numerati, rilevando che il numero apposto sulla bottiglia corrispondesse al numero apposto sul bicchiere.
Letto, confermato e sottoscritto in Firenze, 13.01.2005

                                                               

                                                                                  (Avv. Paolo Baracchino)


Io sottoscritto Avv. PAOLO BARACCHINO, con studio legale in Italia, Firenze – Via A. Magliabechi n. 7,

CERTIFICO

- che i giorni 7-8 e 9 gennaio 2005 si sono tenute cinque sessioni di degustazioni di vino, una la mattina ed una il pomeriggio del giorno 07.01.2005, una la mattina ed una il pomeriggio del giorno 08.01.2005 ed una la mattina del giorno 09.01.2005, sessioni che si sono tenute in Italia, Venezia, presso l’Hotel Bauer Palace, organizzate dal Grand Jury Européen;
- che oggetto delle degustazioni sono stati i vini rossi di Bordeaux, annata 2000;
- che i vini oggetto di degustazione, per ogni sessione, sono stati 32, salvo i vini che non sono stati degustati a causa di difetti qualitativi, come in appresso precisato;
- che stante il numero dei degustatori ogni vino era composto da n. 2 bottiglie ed il vino delle due bottiglie è stato versato in una bottiglia magnum vuota e poi riversato nelle due bottiglie di origine, ciò affinchè i vini degustati avessero la stessa qualità;
- che nel caso in cui non è stato possibile sostituire la bottiglia difettosa, con un’altra, perché mancante, si è proceduto alla degustazione del vino di una sola bottiglia, in minor quantità per ciascun degustatore;
- che nella sessione mattutina del 07.01.2005 i seguenti vini avevano problemi di tappo: 1 bottiglia di Château Les Carmes Haut – Brion; 1 bottiglia di Château D’Armailhac; 2 bottiglie di Château Tertre Daugay (Saint Emilion), non sono state degustate perché di annata 2001, invece di annata 2000;
- che nella sessione pomeridiana del 07.01.2005 i seguenti vini avevano problemi di tappo: 1 bottiglia di Château Larrivet – Haut – Brion; 1 bottiglia di Château Moulin Saint Georges; 2 bottiglie di Château Rouget (Pomerol), 2 bottiglie di Château Lafon Rochet;
- che nella sessione mattutina dell’8.01.2005 i seguenti vini avevano problemi di tappo: 1 bottiglia di Château La Fleur Pétrus; 1 bottiglia di Château Trotanoy;
- che nella sessione pomeridiana dell’8.01.2005 i seguenti vini avevano problemi di tappo: 1 bottiglia di Château Latour Carnet; 1 bottiglia di Château Balestard La Tonnelle;
- che nella sessione mattutina del 09.01.2005 nessun vino aveva problemi di tappo o difetti vari;
- che il sottoscritto ha verificato, prima di ognuna delle 5 sessioni di degustazioni la regolare chiusura delle bottiglie, l’apertura delle stesse, l’originalità dei tappi ed il loro stato di conservazione;
- che per tutte le sessioni le bottiglie non sono state visibili ai degustatori se non dopo la consegna delle schede di valutazione dei vini, a degustazione terminata;
- che il tempo massimo concesso per la degustazione dei vini, per ogni sessione, è stato di 1 ora e 40 minuti;
- che ogni bicchiere, per ogni sessione, aveva un numero che corrispondeva al numero assegnato al vino, numero che è stato scritto sull’etichetta di ogni bottiglia di vino;
- che il sottoscritto ha controllato il servizio del vino nei bicchieri numerati, recanti lo stesso numero apposto sulle bottiglie.
Letto, confermato e sottoscritto in Firenze, 13.01.2005

                                 

                                                           (Avv. Paolo Baracchino)


 
     
     
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