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  Degustazioni rivista Gola Gioconda


 
   
  VERTICALE DEL VINO “NARDO” EFFETTUATA IL 10.03.2005
PRESSO IL RISTORANTE LA PINETA DI MARINA DI BIBBONA (LI)
 
     
 



di Paolo Baracchino

                                                   MONTEPELOSO
                                                   57028 Località Montepeloso 82
                                                   tel. 0565.828180
                                                   fax 0565.827056
                                                   e–mail: montepeloso@virgilio.it



Se come ha scritto Luigi Veronelli, e lo è anche per me, “il vino è il  canto della terra verso il cielo”, il Nardo diffonde un soave, delicato,  energico, ammaliante e seducente canto verso il cielo.
Chi lo avrebbe mai detto, trentanni fa, che la Val di Cornia fosse  vocata a produrre grandi vini. Sicuramente non sono sufficienti la  terra ed il microclima per fare un buon vino, ma sono indispensabili  le persone che amano la terra e il vino e che si sacrificano per  raggiungere un traguardo che li appaghi dei sacrifici quotidiani.
Fabio Chiarellotto è il proprietario dell’azienda Montepeloso mentre  il suo valido agronomo ed enologo è Fabrizio Moltard. Entrambi  hanno diversi punti in comune: la serietà, la modestia, la semplicità  e la determinazione di volere fare vini di carattere,  equilibrati, potenti ma allo stesso tempo aggraziati. L’azienda   produce il vino base che è l’Eneo, il Gabbro ed il Nardo.
Nel 2002, anno catastrofico per quasi tutte le aziende ma non per  l’azienda Montepeloso. Il lavoro meticoloso ed attento di Fabio  Chiarellotto ha portato ad una più piccola produzione ma ad una  qualità dei vini di alto livello.
In quest’annata sono state prodotte per la prima volta 1.100  bottiglie di Sangiovese in purezza (91/100) ed un Syrah (91/100)  (1.000 bottiglie) di grande classe.
Il Gabbro ed il Nardo sono stati entrambi di notevole livello,   equilibrati, con tannino maturo, dolce e grasso (entrambi 94/100).
Il Nardo fino a qualche anno fa è stato, seppur un buon vino, il  figlio minore rispetto al Gabbro, mentre dal 1999 ha dato dei  risultati sorprendenti raggiungendo e talvolta superando il Gabbro.  Nelle annate 1997 e 1998 l’uvaggio è stato del 60% di Sangiovese   e del 40% di Cabernet Sauvignon, nel 1999 e 2000 l’uvaggio è  stato del 70% di Sangiovese e del 30% di Cabernet Sauvignon. Nel  2001 e 2002 l’uvaggio è stato del 70% di Sangiovese, del 20% di  Montepulciano e del 10% di Cabernet Sauvignon. Nel 2003 l’uvaggio  è stato del 60% di Sangiovese, del 30% di Montepulciano e del 10% di Cabernet Sauvignon. Anno dopo anno il Nardo dal   primo anno di produzione che è stato il 1994, si è dimostrato  sempre di più un fuoriclasse.



Annata 1997
Si presenta con un rosso granato luminoso.
All’olfatto esprime un’impalcatura aromatica ampia e piacevole con  note di prugna secca, di cuoio, di confettura di mora e di mirtillo, di  iodio, di menta, di felce, di alloro (S.B.) di sottobosco, di humus, di  fumè e di caffè. Completano il ventaglio olfattivo note intense di  radice di rabarbaro accompagnate da note di caramella di orzo, di  fieno secco e di clorofilla.
Al palato è abbastanza equilibrato con alcol in buona dose, sorretto  quasi totalmente da una spalla acida e da un tannino abbastanza  largo, dolce, inizialmente grasso con un finale un po’ secco. Corpo  medio, con una buona persistenza aromatica intensa. Retrogusto di  cassis.
GIUDIZIO: sorprendente sotto il profilo olfattivo per la varietà dei  profumi, veramente accattivanti. Al gusto non è perfettamente  equilibrato ma nell’insieme è un vino piacevole.

                                                                                   85 – 89


Annata 1998

Appare di colore rosso granato intenso.
L’impatto olfattivo è intenso, franco e ricco di profumi tra i quali  spiccano il cuoio, la confettura di mora, la confettura di cassis, lo  iodio, la salsedine, delle note balsamiche, il caffè freddo (tipico del  legno), la caramella di rabarbaro e la caramella di orzo.
In bocca coniuga al meglio potenza ed eleganza. Buono è il suo  equilibrio tra sostanze dure e sostanze morbide, anche se l’alcol  domina lievemente la freschezza.
Il tannino abbastanza largo, ben presente, dolce, vellutato, con un  finale un po’ secco.
Lascia una bella sensazione in bocca di mineralità e sapidità. Corpo  medio e buona persistenza aromatica intensa.
GIUDIZIO: vino con corpo migliore e meno evoluto rispetto al 1997. Buono è il suo equilibrio gustativo.

                                                                                    85 - 89


Annata 1999
Bel colore rosso granato con parte centrale intensa.
Naso intenso e persistente dai toni di cassis, di mora, di chicco di menta, di banana secca, di iodio, di cuoio fine, di salsedine, di polvere da sparo e di jus de viande (carne fresca).
Al gusto l’ingresso è morbido, con sensazione pseudo-calorica efficacemente contrastata dalla freschezza e da adeguata tannicità.
Il tannino è dolce, grasso e per poco non è largo nella sua interezza. Bello è il suo corpo, equilibrato e persistente. Piacevole è la sua mineralità.
GIUDIZIO: vino veramente interessante, che denota tutta la sua gioventù, che potrà migliorare ancora con l’invecchiamento in bottiglia.

                                                                                   90 – 94

Annata 2000
Color rosso rubino con lieve unghia granata.
Al naso si porge con note di viola mammola, di pelle, di polvere da sparo, di menta, di leggero affumicato (S.B.) di note verdi. Non è subito molto aperto, fatica un po’ ad aprirsi.
All’assaggio si rivela con una bella dolcezza e con alcol e freschezza ben presenti ed in equilibrio tra loro. Il tannino è dolce, grasso e largo. Il corpo del vino è piacevolmente presente. Buona è la sua persistenza aromatica intensa. Il retrogusto di viola mammola dona al palato una gioiosa sensazione.
GIUDIZIO: in quest’annata si sente in modo particolare il dominio del sangiovese sul cabernet. Alcol e freschezza sono in egual dose ma devono raggiungere il perfetto equilibrio con un pochino di sosta ulteriore in bottiglia. Vino migliore al gusto che all’olfatto.

                                                                                   90 – 94



Annata 2001
Splendido ed ammaliante rosso rubino.
All’olfatto esprime un’impalcatura aromatica ampia e piacevole con note floreali di viola mammola, di cuoio, di polvere da sparo, di iodio, di salsedine, di menta, di caffè, di pepe nero e di cannella.
Esplode la fruttata morbidezza, decisa, imponente e gustosissima. Alcol ben presente ma in sottotono alla freschezza che dona un perfetto equilibrio e che si accompagna ad un tannino magistralmente ben strutturato, elegante, dolce, vellutato e largo. Corpo di notevole spessore. Lunga è la persistenza aromatica intensa. Retrogusto di viola mammola.
GIUDIZIO: in quest’annata è stato utilizzato un 20% di Montepulciano in sostituzione, per la stessa percentuale, del Cabernet Sauvignon.
Questa è la prima annata ad avere un tannino così largo e piacevole.

                                                                                    90 – 94

Annata 2002
Vino dal grande impatto visivo, di colore rosso rubino con lievissima trama porpora.
All’esame olfattivo si presenta inizialmente un po’ chiuso,  sicuramente a causa della sua giovane età. Il vino incomincia ad  aprirsi e ad elargire profumi di pelle (intensa), di iodio, di  salsedine,  di menta, di viola mammola e di lievi sentori di cannella e di pepe nero.
Al palato esprime tutta la sua piacevolezza con alcol e freschezza in  perfetto equilibrio tra loro, accompagnate da un armonioso tannino, dolce, vellutato e largo nella sua interezza. Corpo di  spessore e lunga la sua persistenza aromatica intensa.
GIUDIZIO: grande vino, che si deve ancora esprimere al meglio  sotto il profilo olfattivo. Vino giovane!

                                                                                    90 – 94


Annata 2003
L’abito è di un bel rosso porpora compatto, impreziosito da lievi  venature nerastre.
L’impatto olfattivo è intenso, di pelle, di viola mammola, di caffè, di  polvere di cacao, di lievi sentori di cannella e di pepe nero.
Al palato denuncia una pronunciata piacevole salivazione, dovuta  alla freschezza, che abbraccia il dosato caldo dell’alcol e si  arricchisce, poi, della presenza di un tannino dolce, setoso, elegante e largo, quasi nella sua totalità, che crea un’armonia ed un  equilibrio di marcata piacevolezza. Lunga e piacevole è la  persistenza aromatica intensa.
GIUDIZIO: vino come un neonato, che si dovrà esprimere al meglio sotto il profilo olfattivo e che nel suo complesso potrà ancora migliorare. In questo momento il tannino del 2001 sembra essere il  migliore, per la sua larghezza. Vino sapido e minerale.
Le annate 2001, 2002 e 2003 hanno in comune per il gusto una piacevole esplosione di frutta.

                                                                                            90 – 94

 
     
     
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