di Paolo Baracchino
POGGIOARGENTIERA
Loc. Banditella di Alberosa
Km. 170,600 Aurelia 58010 Grosseto
tel. 0564.405099
fax 0564.405199
e–mail: info@Poggioargentiera.com
web: www.Poggioargentiera.com
L’anno di fondazione dell’azienda è il
1997. I proprietari sono Gianpaolo Paglia e Justine
Keeling Paglia, mentre l’enologo è Fabrizio
Moltard. La superficie vitata è di 21 ettari e le
bottiglie prodotte globalmente sono circa 120.000.
Il vino Capatosta è un Morellino di Scansano
DOC. L’Azienda è composta dall’unione
di due poderi. Il podere Adua che comprende
il centro aziendale e le cantine che sono vicine al
Parco Naturale della Maremma, lungo la zona costiera
del Comune di Grosseto, mentre il podere Keeling si
trova nella zona collinare a Nord del Comune di Scansano,
nel versante di fronte al monte Amiata.
Il podere Adua dista pochi km dal mare e a pochi metri di
altitudine s.l.m. risente di condizioni climatiche
tipicamente costiere con temperature elevate e scarsità
di precipitazioni durante il ciclo vegetativo
della vite, i terreni sono sabbioso – limosi
poveri di scheletro. Il podere Keeling è posto
in zona collinare (da 150 a 250 m s.l.m.) ed ha terreni
argillosi e ricchi di scheletro, con condizioni
climatiche in generale più fresche. Queste due
diverse realtà fanno si che si possono combinare
al meglio le uve, in modo da creare un assemblaggio
ottimale teso ad evidenziare tutte le potenzialità
della Maremma.
Per il Capatosta vengono utilizzate uve Sangiovese al 95%
e Alicante per il 5%. I vigneti vecchi (di circa 30
anni) provenienti da vecchi cloni di sangiovese sono
i prevalenti, mentre ci sono dei nuovi impianti contenenti
cloni di Alicante e Sangiovese.
I vigneti si trovano nella zona costiera della Maremma.
Il primo anno di produzione è stato il 1998.
Quest’azienda è la prima ad essere riuscita
a fare un Morellino di Scansano elegante togliendo
alla denominazione il marchio di rusticità. Sicuramente
non è facile, in questo territorio, riuscire
a fare vini perfettamente equilibrati. Con l’annata
2001 il Capatosta c’è riuscito.
Annata
1998
Il colore è rosso granato.
Profilo olfattivo segnato da una decisa nota di pelle che
prosegue con sentori di scatola di sigari, di iodio,
di rosa canina (S.B.), di prugna secca, di pepe nero,
di ruggine di ferro (profumo tipico dei terreni argillosi),
ciliegia, forse un po’ cotta, per finire con intriganti
sentori di viola mammola.
In bocca l’impatto è morbido, abbastanza calibrato
e condito da levigate sensazioni tanniche oltre che
da una vena fresca di piacevole nerbo solo nel finale.
Il tannino è dolce, vellutato, gradevole ed abbastanza
largo mentre il finale è un po’ secco.
Vino abbastanza equilibrato e con una buona persistenza
aromatica intensa. Retrogusto di viola mammola.
GIUDIZIO: l’alcol domina un po’
la freschezza, anche se nel finale si sente di più
quest’ultima. All’olfatto il vino è un
po’ disturbato dalla presenza della ciliegia un po’
cotta, ma nell’insieme è un vino piacevole.
84-89
Annata 1999
Appare di colore rosso granato.
L’esame olfattivo è caratterizzato da note
di liquirizia, di legno, di pelle, di caffè
accompagnata da piacevoli sbuffi di viola mammola. Il percorso
olfattivo prosegue con note balsamiche, di pepe nero, di
smalto di vernice, di confettura di ciliegia, di cannella,
di jus de viande (carne fresca), di tabacco, di iodio
e di prugna secca.
In bocca domina un po’ il timbro alcolico, sorretto
da una buona spalla acida e da un tannino dolce, vellutato
e abbastanza largo che nel finale diventa un po’
secco. Vino abbastanza equilibrato e persistente, con un
piacevole retrogusto di viola mammola e di tabacco.
GIUDIZIO: il ’99 ha più corpo
del ’98, ma nel primo si sente di più
il legno rispetto al secondo. Anche in questa annata si
sente al gusto un po’ di pungenza di alcol.
Il tannino appare più duro rispetto al ’98.
85-89
Annata 2000
Alla vista si presenta rosso rubino intenso con largo bordo
granato.
Al naso è intenso e piacevole con riconoscimenti
di pelle, di viola mammola, di liquirizia, di caffè,
di frutta matura (S.B.), di iodio, di menta e di oliva nera.
Si percepisce un po’ di pungenza di alcol.
Bocca di grande impatto che sfoggia un corpo possente, con
alcol presente in eccesso che domina la freschezza,
mentre il tannino è dolce, vellutato e abbastanza
largo che nel finale diventa un po’ secco, rispettando
la tipicità del sangiovese. Vino poco equilibrato
a causa dell’eccessiva presenza di alcol.
Lunga è la sua persistenza aromatica intensa.
GIUDIZIO: vino importante per il suo poderoso
corpo, al primo impatto gustativo, purtroppo però
l’alcol disturba il suo equilibrio tra sostanze
dure e morbide e la freschezza non riesce quindi a domarlo.
Quest’annata è superiore alle due precedenti.
85 - 89
Annata 2001
Si presenta con un bel rosso rubino intenso con unghia lievemente
granata.
All’olfatto offre un carosello di pelle, di iodio,
di salsedine, di viola mammola, di ruggine di ferro, di
prugna e di liquirizia. Completano l’esame olfattivo
note di caffè, di pepe nero e di cannella che denotano
una garbata presenza del legno che ancora non si è
perfettamente amalgamata al vino.
Al gusto è piacevole ed equilibrato di buona struttura
con alcol e freschezza che ben si coniugano tra loro, accompagnati
da un tannino dolce, vellutato, largo quasi nella sua totalità
che nel finale diventa un po’ secco. La freschezza
domina l’alcol trovando un perfetto equilibrio con
il tannino. Piacevole è la sua mineralità
e sapidità. Lunga è la sua persistenza aromatica
intensa. Retrogusto di viola mammola.
GIUDIZIO: Quest’annata è l’unica
ad avere un perfetto equilibrio gustativo con alcol in sottotono
rispetto alla freschezza. Il corpo non è quello del
2000, ma per fortuna l’alcol non è lo stesso.
E’ meglio degustare e bere un vino corposo ma con
l’alcol che brucia la lingua o avere un vino con minor
buon corpo ma con un perfetto equilibrio gustativo?
90 – 94
Annata 2002
Il colore è un rosso rubino di decisa densità
e nella fitta trama degli archetti si scorgono lievi bagliori
porpora.
Al naso è intenso e avvolgente: le decise note speziate
(caffè e cannella) introducono un fruttato di ciliegia
marasca un po’ matura, chiaramente un po’ protagonista,
accenti di fine balsamicità e uno stuzzicante tocco
di viola mammola, di cera d’api (S.B.) di iodio, di
salsedine, di alloro (S.B.) e di pelle.
Al gusto evidenzia un alcol che domina la freschezza seppur
ben presente, che si accompagna ad un tannino dolce, vellutato
e abbastanza largo che nel finale diventa un po’ secco.
Corpo non eccessivo, un po’ magro che non è
di molto aiuto alla freschezza per prevalere sulla morbidezza.
Abbastanza equilibrato e con buona persistenza aromatica
intensa. Retrogusto di viola mammola.
GIUDIZIO: vino ancora giovane che risente
un po’ della presenza del legno e dell’annata
poco felice che non è riuscita a dargli un buon corpo
ed un buon equilibrio.
85 – 89
Annata 2003
Rosso porpora brillante.
Al naso si porge molto intenso, molto marcato dal legno
che regala note balsamiche e speziate inizialmente appena
prevaricanti la pur notevole impronta fruttata della ciliegia,
del lampone (S.B.) e del floreale della viola mammola. La
sua gioventù è confermata dalla presenza di
sbuffi vinosi. Completano l’esame olfattivo note di
pelle e di fumé. Vino giovane che necessita di sostare
ancora un po’ nel vetro per meglio esprimersi olfattivamente.
L’impatto gustativo è piacevole per la dolcezza
che elargisce. L’alcol, come di consueto, ad eccezione
per dell’annata 2001, anche se di poco, sovrasta la
freschezza, mentre il tannino sfoggia la sua dolcezza e
la sua quasi completa vellutata avvolgenza.
Il corpo non è particolarmente presente e ricorda
un po’ quello del 2002. Lunga e piacevole è
la sua persistenza aromatica intensa.
GIUDIZIO: vino giovanissimo che potrà
migliorare sia sotto il profilo olfattivo che sotto quello
gustativo, anche se non potrà diventare equilibrato
a causa di una maggiore presenza di alcol rispetto alla
freschezza.
85 –
89