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  Degustazioni rivista Gola Gioconda


 
   
  VERTICALE DEL VINO “CAPATOSTA ” DELL’AZIENDA POGGIOARGENTIERA
EFFETTUATA IL 19.03.2005, PRESSO L’AZIENDA
 
     
 




di Paolo Baracchino

                                            POGGIOARGENTIERA
                                            Loc. Banditella di Alberosa
                                            Km. 170,600 Aurelia 58010 Grosseto
                                            tel. 0564.405099
                                            fax 0564.405199
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                                            web: www.Poggioargentiera.com



L’anno di fondazione dell’azienda è il 1997. I proprietari sono  Gianpaolo Paglia e Justine Keeling Paglia, mentre l’enologo è  Fabrizio Moltard. La superficie vitata è di 21 ettari e le bottiglie   prodotte globalmente sono circa 120.000. Il vino Capatosta è un  Morellino di Scansano DOC. L’Azienda è composta dall’unione di  due  poderi. Il podere Adua che comprende il centro aziendale e le  cantine che sono vicine al Parco Naturale della Maremma, lungo la   zona costiera del Comune di Grosseto, mentre il podere Keeling si  trova nella zona collinare a Nord del Comune di Scansano, nel  versante di fronte al monte Amiata.
Il podere Adua dista pochi km dal mare e a pochi metri di   altitudine  s.l.m. risente di condizioni climatiche tipicamente costiere  con temperature elevate e scarsità di precipitazioni  durante  il ciclo  vegetativo della vite, i terreni sono sabbioso –  limosi poveri di  scheletro. Il podere Keeling è posto in zona  collinare (da 150 a 250 m s.l.m.) ed ha terreni argillosi e ricchi di  scheletro, con condizioni   climatiche in generale più fresche. Queste due diverse realtà fanno si che si possono combinare al  meglio le uve, in modo da creare un  assemblaggio ottimale teso  ad evidenziare tutte le potenzialità  della Maremma.
Per il Capatosta vengono utilizzate uve Sangiovese al 95% e  Alicante per il 5%. I vigneti vecchi (di circa 30 anni) provenienti da  vecchi cloni di sangiovese sono i prevalenti, mentre ci sono dei  nuovi impianti contenenti cloni di Alicante e Sangiovese.
I vigneti si trovano nella zona costiera della Maremma. Il primo  anno di produzione è stato il 1998. Quest’azienda è la prima ad  essere riuscita a fare un Morellino di Scansano elegante togliendo  alla denominazione il marchio di rusticità. Sicuramente non è facile,  in questo territorio, riuscire a fare vini perfettamente equilibrati. Con  l’annata 2001 il Capatosta c’è riuscito.

Annata 1998
Il colore è rosso granato.
Profilo olfattivo segnato da una decisa nota di pelle che prosegue  con sentori di scatola di sigari, di iodio, di rosa canina (S.B.), di  prugna secca, di pepe nero, di ruggine di ferro (profumo tipico dei  terreni argillosi), ciliegia, forse un po’ cotta, per finire con intriganti   sentori di viola mammola.
In bocca l’impatto è morbido, abbastanza calibrato e condito da  levigate sensazioni tanniche oltre che da una vena fresca di  piacevole nerbo solo nel finale.
Il tannino è dolce, vellutato, gradevole ed abbastanza largo mentre  il finale è un po’ secco.
Vino abbastanza equilibrato e con una buona persistenza aromatica  intensa. Retrogusto di viola mammola.
GIUDIZIO: l’alcol domina un po’ la freschezza, anche se nel finale  si sente di più quest’ultima. All’olfatto il vino è un po’ disturbato dalla presenza della ciliegia un po’ cotta, ma nell’insieme è un vino piacevole.

                                                                                      84-89


Annata 1999
Appare di colore rosso granato.
L’esame olfattivo è caratterizzato da note di liquirizia, di legno, di  pelle, di caffè accompagnata da piacevoli sbuffi di viola mammola. Il percorso olfattivo prosegue con note balsamiche, di pepe nero, di  smalto di vernice, di confettura di ciliegia, di cannella, di jus de  viande (carne fresca), di tabacco, di iodio e di prugna secca.
In bocca domina un po’ il timbro alcolico, sorretto da una buona  spalla acida e da un tannino dolce, vellutato e abbastanza largo che  nel finale diventa un po’ secco. Vino abbastanza equilibrato e persistente, con un piacevole retrogusto di viola mammola e di  tabacco.
GIUDIZIO: il ’99 ha più corpo del ’98, ma nel primo si sente di più  il legno rispetto al secondo. Anche in questa annata si sente al  gusto un po’ di pungenza di alcol.
Il tannino appare più duro rispetto al ’98.
                                                                                                                   85-89



Annata 2000

Alla vista si presenta rosso rubino intenso con largo bordo granato.
Al naso è intenso e piacevole con riconoscimenti di pelle, di viola mammola, di liquirizia, di caffè, di frutta matura (S.B.), di iodio, di menta e di oliva nera. Si percepisce un po’ di pungenza di alcol.
Bocca di grande impatto che sfoggia un corpo possente, con alcol  presente in eccesso che domina la freschezza, mentre il tannino è dolce, vellutato e abbastanza largo che nel finale diventa un po’ secco, rispettando la tipicità del sangiovese. Vino poco equilibrato a causa dell’eccessiva presenza di alcol.
Lunga è la sua persistenza aromatica intensa.
GIUDIZIO: vino importante per il suo poderoso corpo, al primo impatto gustativo, purtroppo però l’alcol disturba il suo equilibrio tra  sostanze dure e morbide e la freschezza non riesce quindi a domarlo. Quest’annata è superiore alle due precedenti.
                                                                                    85 - 89


Annata 2001  
Si presenta con un bel rosso rubino intenso con unghia lievemente granata.
All’olfatto offre un carosello di pelle, di iodio, di salsedine, di viola mammola, di ruggine di ferro, di prugna e di liquirizia. Completano l’esame olfattivo note di caffè, di pepe nero e di cannella che denotano una garbata presenza del legno che ancora non si è perfettamente amalgamata al vino.
Al gusto è piacevole ed equilibrato di buona struttura con alcol e freschezza che ben si coniugano tra loro, accompagnati da un tannino dolce, vellutato, largo quasi nella sua totalità che nel finale diventa un po’ secco. La freschezza domina l’alcol trovando un perfetto equilibrio con il tannino. Piacevole è la sua mineralità e sapidità. Lunga è la sua persistenza aromatica intensa. Retrogusto di viola mammola.
GIUDIZIO: Quest’annata è l’unica ad avere un perfetto equilibrio gustativo con alcol in sottotono rispetto alla freschezza. Il corpo non è quello del 2000, ma per fortuna l’alcol non è lo stesso. E’ meglio degustare e bere un vino corposo ma con l’alcol che brucia la lingua o avere un vino con minor buon corpo ma con un perfetto equilibrio gustativo?
                                                                                           90 – 94


Annata 2002
Il colore è un rosso rubino di decisa densità e nella fitta trama degli archetti si scorgono lievi bagliori porpora.
Al naso è intenso e avvolgente: le decise note speziate (caffè e cannella) introducono un fruttato di ciliegia marasca un po’ matura, chiaramente un po’ protagonista, accenti di fine balsamicità e uno stuzzicante tocco di viola mammola, di cera d’api (S.B.) di iodio, di salsedine, di alloro (S.B.) e di pelle.
Al gusto evidenzia un alcol che domina la freschezza seppur ben presente, che si accompagna ad un tannino dolce, vellutato e abbastanza largo che nel finale diventa un po’ secco. Corpo non eccessivo, un po’ magro che non è di molto aiuto alla freschezza per prevalere sulla morbidezza.
Abbastanza equilibrato e con buona persistenza aromatica intensa. Retrogusto di viola mammola.
GIUDIZIO: vino ancora giovane che risente un po’ della presenza del legno e dell’annata poco felice che non è riuscita a dargli un buon corpo ed un buon equilibrio.
                                                                                                 85 – 89

Annata 2003
Rosso porpora brillante.
Al naso si porge molto intenso, molto marcato dal legno che regala note balsamiche e speziate inizialmente appena prevaricanti la pur notevole impronta fruttata della ciliegia, del lampone (S.B.) e del floreale della viola mammola. La sua gioventù è confermata dalla presenza di sbuffi vinosi. Completano l’esame olfattivo note di pelle e di fumé. Vino giovane che necessita di sostare ancora un po’ nel vetro per meglio esprimersi olfattivamente.
L’impatto gustativo è piacevole per la dolcezza che elargisce. L’alcol, come di consueto, ad eccezione per dell’annata 2001, anche se di poco, sovrasta la freschezza, mentre il tannino sfoggia la sua dolcezza e la sua quasi completa vellutata avvolgenza.
Il corpo non è particolarmente presente e ricorda un po’ quello del 2002. Lunga e piacevole è la sua persistenza aromatica intensa.
GIUDIZIO: vino giovanissimo che potrà migliorare sia sotto il profilo olfattivo che sotto quello gustativo, anche se non potrà diventare equilibrato a causa di una maggiore presenza di alcol rispetto alla freschezza.
                                                                                    85 – 89

 
     
     
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