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Sfoggia un rosso granato chiaro con bordo aranciato chiaro.
Al naso esplode come un fuoco d’artificio, sfoggiando
una miriade di piacevoli sentori di humus, di foglie morte,
di confetto, di grafite (intense), di tartufo nero, di menta,
di tabacco trinciato forte, di pepe nero, di noce moscata,
di chiodi di garofano, di anice stellato (intense), di sella
di cuoio, di cassis, di inchiostro di china, di iodio, di
viola mammola, di carruba (lieve), di fieno secco e di confettura
di prugna (lieve).
All’ingresso in bocca si ha una piacevole esplosione
di tartufo nero e di viola mammola. Ricche e piacevoli sono
la sapidità e la mineralità. L’impatto
è abbastanza morbido, calibrato e condito da levigate
sensazioni tanniche oltre che da una vena fresca di piacevole
nerbo, che riesce a domare una massa alcolica abbatanza esuberante.
Il tannino è dolce e quasi completamente largo (5/6
=) e termina nel rispetto della tipicità del vitigno
sangiovese, un po’ asciutto.
Vino equilibrato e persistente, con retrogusto di oliva nera.
A mio avviso è il vino più particolare della
degustazione e quello che più mi è piaciuto.
90--/100
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