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Degustazione
effettuata nel mese di ottobre 2002 presso l’Azienda unitamente
a Roberto Bellini.
Il Poggio 1962
Tessuto cromatico aranciato senza sfilacciature, cristallina
la limpidezza. Intenso, ma sottile, al profumo, con una gamma
compiuta di sentori d’evoluzione: buccia d’arancia candita,
liquirizia, tabacco, prugna secca. Il vino si presenta più
sostenuto nella componente olfattiva rispetto a quella gustativa,
dove s’avverte un tannino di raspo, equilibrato dall’alcol,
con finale che si completa nelle componenti speziate e nella
frutta candita e che crea una discreta persistenza aromatica
intensa sfumata anche in sentori delicati di goudron. Il vino
è stato ottenuto con uve Sangiovese, Trebbiano Toscano e Malvasia
del Chianti provenienti da vigneto promiscuo, le bacche giunsero
in cantina nelle bigonce, in fermentazione erano presenti
anche i raspi ed infine fu sottoposto al “Governo alla Toscana”.
88/100
Il Poggio 1966
Veste aranciata, cristallina la limpidezza, ottima la consistenza.
Il profumo si sviluppa in una intensità mediamente complessa,
in cui dominano elegantemente sentori di caramella di rabarbaro,
di melassa, di fico secco, di carruba e di fumè di legno nobile.
Sorprende il gusto di un tannino che sprigiona sensazioni
di fruttato essiccato sostenuto da una sapidità minerale che
si fonde in un equilibrio di morbida suadenza, fino a sfumare
in profumi d’acquavite che integrano una prolungata persistenza
aromatica intensa. Il finale è asciutto e corroborante. In
quest’anno è entrato in funzione il “nuovo” vigneto del Poggio:
alla parte promiscua s’aggiunsero alcuni ettari di vigneto
specializzato.
89/100
Il Poggio 1968
Rosso aranciato con grumi granati, limpidezza cristallina.
La terziarizzazione caratterizza con decisione il profumo
evidenziando note di iodio, di caffè freddo, di rabarbaro,
di foglia di tabacco di sigaro toscano e di goudron. Al gusto
è equilibrato, il tannino cede ancora un sapore fruttato anche
se l’alcol tende leggermente a prevalere e ciò testimonia
una diversa ricerca di maturazione del frutto. La persistenza
aromatica intensa del vino supera i valori della sufficienza
e si caratterizza per la speziatura e per gli aromi di selvaggina.
In quest’anno Fabrizio Bianchi elimina dall’uvaggio le uve
bianche, non usa più i raspi in vinificazione e sopprime la
pratica del “Governo alla Toscana”.
86/100
Il Poggio 1970
Il colore aranciato cede ancora spazi cromatici al rosso granato,
la limpidezza è cristallina. Le note odorose hanno un’intensa
avvolgenza, con riconoscimenti di prugna secca, di agrumi
essiccati, di dattero e di noce secca; in seguito intervengono
note minerali, sentori di aghi di pino, di legno di quercia
e di carniere. Al palato danzano sensazioni di tannino dal
gusto di frutta candita, con morbidezza glicerica e alcol
ben integrati nel tessuto strutturale e capaci di sviluppare
un senso di vellutatezza; lo spaccato gustativo si chiude
con un umore d’appetitosa sapidità. La persistenza aromatica
intensa temporeggia per lungo tempo e si distingue per gli
aromi di tabacco, di carruba e per un mix di frutti esotici
canditi.
91/100
Il Poggio 1971
Colore rosso aranciato con concentrazione cromatica che risente
a pieno dell’età, molto limpido e trasparente. Ha bouquet
intenso, con sentori di frutta grigliata, di foglie secche,
di caffè e di cacciagione; ad un più approfondito esame si
catturano anche sentori minerali e d’asfalto fresco. Al gusto
si presenta finemente tannico, con flavour che ricorda l’aroma
di un distillato di vino invecchiato in legno, di dattero
e di prugna secca. La morbidezza sostiene l’equilibrio gustativo
e la sapidità ne completa il sapore con pepata vivacità. Il
gusto s’estende in un finale di media lunghezza con proposte
d’aromi di spezie (pepe nero) e chiude con una asciutta sensazione
di tannino.
89/100
Il Poggio 1972
Il colore è rosso aranciato, sull’unghia si generano sfumature
color mogano, la limpidezza è cristallina, ottima la consistenza.
Intensissimo il profumo, con immediati e spiccati sentori
di frutta secca, di fico, d’albicocca e di dattero, a cui
s’accompagnano accenti odorosi di menta, di liquirizia, di
chicco di caffè tostato e di goudron; ben dosata è la componente
empireumatica con dominante olfattiva tra zucchero bruciato
e aroma di caramella di rabarbaro. Gusto oltremodo vellutato,
setoso; le componenti dure solleticano con vivace sapidità
le papille intrise di una persistenza aromatica che danza
su un palcoscenico in cui gli aromi di frutta secca, fieno
e arancia candita esprimono la loro miglior rappresentazione.
Il vino è sostato in botte di rovere di Slavonia da 50 hl
per 3 anni.
93/100
Il Poggio 1974
Intensa miscellanea tra colore granato e aranciato, veste
compatta, cristallina la limpidezza. Profumo che al primo
impatto si nasconde un po’, poi esplodono sentori di prugna
secca, di dattero appassito, di nuances iodate, di fico bianco
secco, di fieno essiccato, di liquirizia e dileguanti note
di distillato di vino invecchiato in botti di rovere. Al palato
si presenta con un’eleganza tattile, in cui le sensazioni
dei tannini si fondono in dolcezza e ammaliano il palato per
la loro suadenza. Il gusto è complessivamente molto equilibrato,
nonostante l’annata non si presentasse sotto i migliori auspici.
Sorprende quindi la sua persistenza aromatica intensa che
sviluppa sentori prolungati di frutta secca, in particolare
prugna; chiude con un retrogusto gentilmente armonico.
90/100
Il Poggio 1977
Rosso aranciato scuro, consistente e molto limpido. Al profumo
esprime sentori di albicocca secca, di carruba, di liquirizia,
di fico secco a pasta scura, di note mentolate; chiude con
una dominante di prugna secca. Al gusto manifesta ancora una
struttura tannica che sorprende inizialmente le papille per
la sua dolcezza, poi invece di fondersi compiutamente con
la parte morbida, alcol in particolare, si fa notare per una
certa aggressività che non danneggia però l’equilibrio complessivo
del vino. La persistenza gusto olfattiva è abbastanza lunga
e si caratterizza per un ritorno aromatico di prugna secca
cotta nel vino, di grappa morbidamente invecchiata nel legno
e di vaporoso goudron. Da questa annata le uve della vigna
del Poggio furono raccolte in cassette da venti kg nel tentativo
di preservare al meglio le peculiarità del Sangiovese.
89/100
Il Poggio 1982
Il colore ha un cuore granato con bordo aranciato, perfetta
la limpidezza. Al naso s’avvertono intensi profumi che creano
un’altalena odorosa che oscilla tra speziatura –cannella,
chiodi di garofano- e la frutta secca: netta è la presenza
della prugna scura; il profumo esaurisce la sua intensità
lasciando tracce di trifoglio secco, di liquirizia, di carruba
e radice di rabarbaro. Il gusto del vino prevale nelle sensazioni
tanniche, condite con un dolce fruttato, mentre le note morbide
dipingono un equilibrio in cui prevale ancora un po’ freschezza
e di sapidità. La persistenza aromatica calca il palcoscenico
gustativo a lungo, i suoi attori sono i sentori di prugna
secca e di brandy; chiude con una sensazione finale pulita
e che rimanda alla memoria un tannino che sembra abbia ancora
un po’ di strada da compiere per armonizzare completamente
il vino.
91/100
Il Poggio 1985
Rosso granato d’abito, buona la concentrazione cromatica con
bordo aranciato, esemplare la limpidezza. Spiccano per varietà
e intensità le tipiche note della terziarizzazione: sentori
di spezie, di prugna secca, di rabarbaro, di mirtillo macerato
in acquavite, di chicco di caffè tostato, di carruba, di ruggine
di ferro, di liquirizia, di orzo tostato e di amido. Il gusto
è equilibrato, tannino e morbidezza creano una complicità
gustativa che farfalleggia tra la frutta secca, l’uva appassita
e una calda sensazione d’alcool. Considerata da buona parte
dei “vignerons” toscani come la vendemmia del secolo, se ne
ha conferma analizzando il tannino di questa annata, che è
ancora integro nel suo proporsi al palato e si pregia di una
vellutata e saporita esuberanza. Il vino completa il suo percorso
con un finale gustativamente persistente, segnato da note
di frutta secca e di delicatissimi sentori di distillato stagionato.
92/100
Il Poggio 1988
Veste rosso granato intenso con unghia aranciata, consistenza
compatta, lucida la limpidezza. Il profumo è molto intenso,
etereo. Al primo impatto risaltano note di frutta a pasta
scura essiccata, di spezie (pepe nero), di pelliccia, di foglie
di tabacco di sigaro toscano, di ruggine di ferro, di resina
di pino, di humus, di fogliame secco; con una sosta più prolungata
sul vino s’avvertono anche note di marmellata di prugna e
leggeri sentori minerali. Il sapore è tannico, dolcemente
fruttato; la morbidezza prevale nell’entità alcolica e costruisce
un equilibrio parzialmente saporito. La persistenza del gusto
si caratterizza inizialmente per il calore dell’alcol, poi
lascia il posto alla frutta secca (prugna) e chiude con un
ricordo di distillato di ciliegia e di caffè.
90/100
Il Poggio 1990
Rosso rubino che nell’unghia cangia con sfumature aranciate,
limpidezza cristallina. Intensamente floreale: fiori di giaggiolo,
di rosa e di viole essiccati; il fruttato ricorda il gusto
della ciliegia scura, della confettura di frutta e della marmellata
di mora e di prugna. Il quadro olfattivo si completa con una
speziatura di vaniglia, di legno aromatico, di mandorla tostata
e di ruggine di ferro. Al primo impatto il vino esprime al
palato tutta la sua struttura, con una sensazione tannica
e fresca leggermente esuberante, espressa anche in un “flavour”
di frutta rossa e una concentrata sapidità che lascia intravedere
margini di miglioramento nell’equilibrio gustativo e nell’armonia.
La persistenza aromatica intensa ha lunga vita ed evidenzia
i componenti odorosi di confettura di frutta rossa, a seguire
si offrono note di cannella e di violetta; si chiude con una
sensazione finale di fresca armonicità.
92/100
Il Poggio 1997
Il colore è rubino con bordo porpora, è consistente e la limpidezza
è tersa. I suoi intensi profumi ricordano i fiori rossi: la
rosa e le violette; i piccoli frutti a bacca rossa: la ciliegia
e il ribes non completamente maturi. Lo specchio odoroso si
completa con sentori di spezie, come la cannella, la vaniglia
e il chiodo di garofano. Al gusto l’acidità esprime una vivacità
che richiama alla mente il sapore della ciliegia marasca,
equilibrata da una entità morbida e alcolica accompagnata
da un tannino succoso, dolce e incisivo, a completamento delle
sensazioni avvertite al palato. La persistenza aromatica è
discretamente lunga, spicca decisamente un sentore di ciliegia
selvatica, di corniola. Il vino ha ancora ottime possibilità
di migliorare l’equilibrio gustativo con l’affinamento in
bottiglia. In quest’annata furono usate le barriques nuove
sul 40% del prodotto, il restante sostò in botti di rovere
di Slavonia da 50 hl.
91/100
Il Poggio 1999
Colore rosso rubino con bordo porpora, molto limpido. Il profumo
ha un’intensità elevata ed è dominato dai sentori floreali:
il giaggiolo e la viola; nel frutto s’avverte una connotazione
di ciliegia marasca e di mora di rovo non matura. La vaniglia
ha il ruolo dell’attore principale nella speziatura e lascia
alla cannella quello di una preziosa comparsa, il sipario
olfattivo si chiude con sentori di frutta a bacca più scura.
Il gusto è dominato dalla freschezza tannica del sangiovese,
l’alcol ancora non s’è integrato con le sostanze dure e l’equilibrio
complessivo ne risente, nonostante che la sapidità impreziosisca
il corpo. Il gusto finisce con una persistenza discretamente
lunga, segnata da un ricordo di ciliegia a fresca maturazione
con retrogusto decisamente asciutto. In quest’annata tutto
il vino ha sostato in barriques: in parte nuove e in parte
di secondo passaggio; successivamente è stato assemblato in
acciaio per tre mesi prima dell’imbottigliamento.
89/100
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